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W.E. – Edward e Wallis

Delude la seconda opera da regista di Madonna, pellicola che racconta la storia d'amore tra il futuro re d'Inghilterra e un'americana, presentata Fuori Concorso a Venezia 2011 e ora in uscita in sala.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM

Trama: La tragica storia d’amore tra la pluri-divorziata americana Wallis Simpson e il principe ereditario inglese Edoardo VIII, che per lei fu disposto ad abdicare al trono: protagonisti di una delle relazioni più controverse e complesse del Novecento. A riviverla è Wally, una giovane donna alto-borghese ma intrappolata nel proprio ambiente dorato, al punto di trovare sollievo solo nel mito dell’antica Wallis.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: W.E.
Regia: Madonna
Sceneggiatura: Madonna, Alek Keshishian
Fotografia: Hagen Bogdanski
Montaggio Danny Tull
Musica: Abel Korzeniowski
Cast: Abbie Cornish (Wally Winthrop), Andrea Riseborough (Wallis Simpson), James D’Arcy (Edward), Oscar Isaac (Evgeni), Richard Coyle (William Winthrop), David Harbour (Ernest), James Fox (Re Giorgio V), Natalie Dormer (Elizabeth)
Anno: 2011
Durata: 119′
Origine: Gran Bretagna
Genere: drammatico, storico, sentimentale
Produzione: Semtex Films
Distribuzione: Archibald Enterprise Film
Data di uscita: 08 giugno 2012

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Video trailer e filmati

Trailer italiano
Trailer originale
Recensionescritta da Lia Colucci

Dopo il contraddittorio esordio a Berlino 2008 con Sacro e profano, Madonna dirige la sua seconda pellicola W.E. – Edward e Wallis. La semiesordiente regista, battezzata tale soprattutto per i celebri matrimoni con Sean Penn e Guy Ritchie, tenta di raccontare una delle storie più controverse e complesse del Novecento: la tragica storia d’amore che legò la pluri-divorziata americana Wallis Simpson al principe ereditario inglese Edoardo VIII, che per lei fu disposto ad abdicare al trono.
Ma Madonna nel vano tentativo di creare un punto di vista esterno decide di far correre parallela alla vicenda dei Duchi di Windsor anche un’altra storia, parecchi decenni dopo, quella di una donna sempre di nome Wally (Abbie Cornish), che vive prigioniera nel proprio ambiente dorato, ma in realtà nasconde un’infelicità vasta e profonda. La Wally contemporanea trova sollievo solo nel mito dell’antica Wallis (Andrea Riseborough) che spesso le appare – qui entriamo anche in campi parapsicologici – per consolarla delle umiliazioni che le infligge il marito. Le due storie si alternano in lunghe carrellate dei corridoi delle varie residenze dei Windsor e in quella più modesta dei Winthrop. Pochi accenni storici per la vicenda di colui che doveva essere Re (James D’Arcy) e una spruzzata di psicologia da una parte e dall’altra per quanto riguarda le due fanciulle. La fine è nota per i Duchi; happy end assicurato invece per l’infelice Wally, che, dopo aver trovato l’amore in un povero profugo russo, può finalmente dire addio al fantasma di Wallis; ormai non ne ha più bisogno. Il che suona nell’insieme surreale e grottesco.

Quando il film venne presentato lo scorso settembre alla 68esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la regista ebbe occasione di affermare: “L’amore è tutto, nulla sarebbe senza l’amore – per poi aggiungere – nel caso di Edoardo, mi sarei tenuta trono, uomo e qualche altra cosa ancora, se possibile”. Fatto sta che la pop star è riuscita a confezionare un film pretenziosamente decorativo, a tratti confuso e anche in malafede. Non ha impresso alla pellicola nulla della sua clamorosa ambizione e della sua strabordante personalità, regalandoci due donne piagnucolose e prive di carisma e carattere. Non poteva certo fare un film storico, ma almeno non così deludente, fatto di cuoricini palpitanti e di ambizioni ridicole. Due ritratti assolutamente irrilevanti, che non raccontano in maniera convincente né il passato di una grande – e ancora a tratti indecifrabile – storia d’amore, nè il più recente sguardo esterno che diventa una sbilenca vicenda a sé stante condita di ossessioni e di patetici fantasmi. Sempre a Venezia, il cast non aveva fatto altro che lodare le grandi capacità di Madonna, amplificate dalle virtù taumaturgiche dello yoga; speriamo allora che la nostra neo-regista trovi sfogo in questa disciplina e lasci lavorare in pace solo gli ex- mariti.

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