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Eva

L'esordiente Kike Maíllo gioca col melodramma e la fantascienza in un piccolo e convincente film vincitore di 3 Goya.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Eva

Trama: Alex, un rinomato ingegnere cibernetico, fa ritorno a Santa Irene, in Spagna, per portare a termine una missione particolare per conto della facoltà di Robotica: la creazione di un robot bambino. Durante i dieci anni di assenza molte cose sono cambiate, in particolare per suo fratello David che ha avuto una bambina da Lana, la sua ex. La routine di Alex verrà turbata in maniera inaspettata da Eva, la figlia di Lana e David, una bambina “speciale”, che fin dal primo momento stabilisce con Alex una relazione di complicità. Assieme intraprenderanno un viaggio che li porterà verso un finale sorprendente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Eva
Regia: Kike Maíllo
Sceneggiatura: Sergi Belbel, Cristina Clemente, Martí Roca, Aintza Serra
Fotografia: Arnau Valls Colomer
Montaggio Elena Ruiz
Musica: Evgueni Galperine, Sacha Galperine
Cast: Daniel Brühl (Alex Garel), Marta Etura (Lana Levi), Alberto Ammann (David Garel), Claudia Vega (Eva), Anne Canovas (Julia), Lluís Homar (Max)
Anno: 2011
Durata: 94′
Origine: Spagna
Genere: drammatico, fantascienza
Produzione: Escándalo Films S.L., Ran Entertainment
Distribuzione: Videa-CDE
Data di uscita: 31 agosto 2012

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer originale
Recensionescritta da Emanuele Rauco

“Cosa vedi quando chiudi gli occhi?” non è una frase metafisica o psicoanalitica. E’ la formula con cui in Eva – film d’esordio di Kike Maíllo, presentato fuori concorso a Venezia – si resettano i robot, eliminandone la memoria emotiva. Spunto figlio di Asimov che il giovane regista catalano sa usare per raccontare una storia del tutto intima. E con successo.
La storia ha per protagonista Alex, ingegnere cibernetico che torna a casa dopo 10 anni per chiudere il progetto di robot-bambino cominciato anni prima col fratello e la di lui donna, sua ex-fiamma. E il modello potrebbe essere Eva, divertente e spigliata figlia dei due. Scritto da Sergi Bebel, Cristina Clemente, Martì Rocca e Anitza Serra, Eva è un piccolo e intimo melodramma familiare che prende la fantascienza matura non solo come sfondo, ma come vero e proprio motore emotivo.

Il film ruota infatti intorno agli elementi primordiali del dramma familiare, a partire dal modello narrativo scelto, quello del ritorno improvviso dell’eroe che incrina i nuovi meccanismi, le nuove routine createsi attorno all’assenza, fino ai rapporti affettivi e sentimentali – con agnizioni incluse e a dire il vero un po’ telefonate – tra i personaggi; ma Maíllo è bravo non solo a tratteggiare i personaggi con sensibilità, ma soprattutto a fare in modo che gli elementi fantascientifici diventino vera e propria materia romantica, fino a mostrarci la più dolce esecuzione vista sullo schermo e una struggente idea di paradiso robotico.
L’idea di basare la sceneggiatura attorno a un forte colpo di scena madre rischia di destabilizzare il racconto e il suo tono, ma il regista riesce a supplire col tocco, la sincerità sentimentale, l’efficacia di una messinscena che integra ambientazioni rurali e nevose a sorprendenti effetti speciali, premiati col Goya come la regia d’esordio di Maíllo e la memorabile prova di Lluìs Homar nei panni del maggiordomo robot (e guadagnando altre 9 candidature), che assieme a Daniel Brühl e la piccola Claudia Vega compongono un ritratto di famiglia incerta e imperfetta, ma irresistibile.

EMANUELE RAUCO

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