SCHEDA FILM: I mercenari 2
Trama: La squadra guidata da Barney, per sdebitarsi con il losco Church, accetta il compito di recuperare una valigetta da un aereo abbattuto. Ma questa valigetta, che contiene la mappa di una miniera di plutonio, farà molta gola anche a qualcun’altro, disposto a uccidere pur di impossessarsene: lo spietato Vilain che vuole il contenuto per rivenderlo a governi e associazioni terroristiche.
Titolo originale The Expendables 2
Regia: Simon West
Sceneggiatura: Richard Wenk, Ken Kaufman, David Agosto, Sylvester Stallone
Fotografia: Shelly Johnson
Montaggio Todd E. Miller
Musica: Brian Tyler
Cast: Sylvester Stallone (Barney Ross), Arnold Schwarzenegger (Trench), Jean-Claude Van Damme (Jean Vilain), Bruce Willis (Church), Jet Li (Yin Yang), Liam Hemsworth (Bill ‘The Kid’ Timmons), Jason Statham (Lee Christmas), Chuck Norris (Booker), Charisma Carpenter (Lacy), Dolph Lundgren (Gunnar Jensen)
Anno: 2012
Origine: Stati Uniti
Genere: azione
Produzione: Millennium Films, Nu Image Films
Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita: 17 agosto 2012
Il cinema di Sylvester Stallone è un cinema d’autore. Non nel senso che comunemente, errando, si dà a una definizione ritenuta elitaria, ma nel senso di chi sa e riesce a esporre con chiarezza la propria idea sul cinema e sul mondo. E il primo Expendables rendeva ben chiaro questo concetto, col suo misto di nostalgia, spacconate e vita fuori dagli schemi. Ora ci si riprova dando un seguito a quel film: ma I mercenari 2 soffre proprio del cambio di regia da Stallone a Simon West.
La trama è basica, come giusto che sia: la squadra guidata da Barney, per sdebitarsi con il losco Church, accetta il compito di recuperare una valigetta da un aereo abbattuto. Ma questa valigetta, che contiene la mappa di una miniera di plutonio, farà molta gola anche a qualcun’altro, disposto a uccidere pur di impossessarsene: lo spietato Vilain che vuole il contenuto per rivenderlo a governi e associazioni terroristiche. Scritto da Stallone con Richard Wenk, Ken Kaufman e David Agosto, I mercenari 2 recupera i personaggi e, in parte, la formula del primo film per trasformarsi in una versione fumettistica, quasi cartoonesca, piena di ironia e auto-consapevolezza, ma con forse minor passione, come fosse una versione dell’A-Team (il tank all’inizio riporta la scritta ‘Bad Attitude’ che era il soprannome di Barracus) dopo la mezz’età.
Fin dall’inizio, infatti, il film risulta infatti una sorta di controcanto a un altro modo di fare cinema, d’intendere l’azione e l’avventura, che fa assurgere la nostalgia a costante tematica dell’intera pellicola. A partire dal leit-motiv del film (“Niente batte il classico”), tutto ne I mercenari 2 guarda a un’altra epoca: la trama, la musica, la costruzione delle azioni e dei personaggi, la nostalgia dell’ “heimat” (il loro “quartier generale” è un quartiere costruito in finto stile americano) e di una vita sprecata si leggono tra le righe di personaggi acciaccati, in cui si sente l’eco di un divismo in declino e di attori in declino. Il riposo impossibile del guerriero è da sempre il topos di Stallone, che qui è però accompagnato parallelamente da un impianto dichiaratamente surreale, farsesco se non parodistico che diventa nel finale una sarabanda meta-linguistica.
E se i fan possono essere contenti e ridacchiare, si sente che la vera passione per i suoi eroi che trapela dallo script (e che permeava il primo film) qui si stempera nel gioco e soprattutto in una regia che della poetica del suo vero autore si disinteressa: dalle sequenze poco acrobatiche e troppo esplosive alla gestione degli attori che porta allo sperpero di talenti come Jet Li e Jean Claude Van Damme – il cui personaggio si chiama Vilain, come se non fosse chiaro – fino a una post-produzione raffazzonata soprattutto in sede di fotografia ed effetti digitali. E’ un peccato, perché lo spirito e la coerenza col mondo di Stallone ci sono e non si può negare una dose di divertimento nel luna park caciarone allestito; manca però tutto ciò che dava più respiro e in fondo spessore a un progetto a cui, come anche questo film dimostra, non si può non volere bene.
Scritto il 08.08.2012