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Il console italiano

In una co-produzione tra Italia e Sud Africa l'esordiente Antonio Falduto racconta le atrocità del traffico di donne, e firma il ritorno sullo schermo di Giualiana de Sio.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Il console italiano

Trama: Console italiano a Cape Town in Sud Africa, prossima allo scadere del suo mandato, Giovanna Bruno riceve la visita di una donna che denuncia la scomparsa del suo partner: un giornalista impegnato nelle indagini su un traffico di donne verso l’Europa. Le ricerche porteranno Giovanna a contatto con lo spietato giro della “tratta delle schiave”, in quello che si rivelerà il caso più complesso della sua carriera diplomatica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Il console italiano
Regia: Antonio Falduto
Sceneggiatura: Antonio Falduto, Akidah Mohamed
Fotografia: Alberto Iannuzzi
Montaggio Raimondo Crociani
Musica: Riccardo Giagni, Neo Muyanga
Cast: Giuliana De Sio (Giovanna Bruno), Lira Kohl (Palesa), Luca Lionello (Boldrini), Franco Trevisi (De Marquis), Anna Galiena (Forbara)
Anno: 2011
Durata: 90′
Origine: Italia, Sud Africa
Genere: drammatico
Produzione: Alba Produzioni, Zebra X Pictures, DV8 Films
Distribuzione: Movimento Film
Data di uscita: 26 giugno 2012

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer
Recensionescritta da Silvio Grasselli

L’incipit è abbacinante: un gruppo di giovani donne (quasi tutte nere) che corre – fuggendo? – tra candide dune bruciate dalla luce del sole. Così inizia il primo lungometraggio di finzione di Antonio Falduto, esordiente tardivo nel lungometraggio a soggetto e invece esperto regista di documentari per la televisione (da un lavoro in Sud Africa nasce proprio il progetto di questo film), e sceneggiatore per il cinema (tra le ultime esperienze anche la collaborazione alla sceneggiatura di Gangor, regia di Italo Spinelli, 2010).

Al vertice del consolato italiano a Cape Town – Sud Africa – c’è una donna forte ma non più giovane – una Giualiana de Sio sciupata più dalla chirurgia estetica che dall’età – ormai prossima a cambiare per l’ennesima volta patria e vita. Da lei arriva una giovane modella preoccupata per la scomparsa del compagno, un fotografo di moda italiano coinvolto in un’inchiesta sul traffico di ragazze avviate verso la prostituzione in Europa.

Il console italiano - titolo del tutto inadatto soprattutto perché depistatorio – è un film inadempiente e anomalo. Il ritmo del racconto, la fotografia, l’uso della musica fanno pensare a un film statunitense degli anni Novanta, ma si tratta in realtà di un film di denuncia sociale travestito da film di genere (thriller? d’investigazione?), o, se si preferisce, di un film di genere addizionato di finalità socio-politiche, perfettamente italiano nel modo rigido e costretto di pensare e costruire il racconto. Di buono ci sono alcune scene – poche – girate e fotografate con gusto e c’è soprattutto il fatto che Falduto riesca a evitare quasi del tutto il solito birignao didascalico del film di denuncia e, invece di centrare il baricentro del film sul dramma delle donne schiavizzate, trovi l’equilibrio della storia intorno a un triangolo amoroso, senza psicologismi né amplessi gratuiti.

Dal soggetto alla sceneggiatura e ai dialoghi si perde molto del potenziale del film: quel che l’ideazione aveva ben progettato sulla carta s’indebolisce e s’inquina una volta messo in scena da una mano incerta – incapace di guizzi d’originalità e invece capacissima di commettere errori ingenui – interpretato da un cast mal assortito e mal diretto. Falduto accumula materiali sui quali però sembra non riuscire a lavorare, idee che non sviluppa, scelte stilistiche e narrative che non trovano mai una motivazione forte. Come la misteriosa figura dell’uomo che le due protagoniste si contendono e che, dall’inizio alla fine del film, non compare mai, neppure per un momento, dentro l’inquadratura, ma che resta presenza evocata, allusa, centrale nel racconto eppure impossibile da raggiungere: un modo per costruire una rappresentazione critica della figura maschile oppure una scelta pragmatica, un trucco per risparmiare sull’ingaggio di un attore di fama?

SILVIO GRASSELLI

    Colonna Sonora info e playlist
    Nessuna colonna sonora per questa scheda
    Interviste i protagonisti raccontano

    Intervista all'attrice Giuliana De Sio
    Intervista al regista Antonio Faduto
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