in questo momento su RadioCinema:

  • Traccia

  • Autore

  • Film

App iPhone | Podcast | Radiofrequenze

Cogan – Killing Them Softly

Andrew Dominik porta in concorso a Cannes un noir teso e violento, che racconta l'ossessione per il denaro e la crisi del Capitalismo. Con un ottimo Brad Pitt.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM Cogan – Killing Them Softly

Trama: Tre ragazzi sbandati compiono una rapina durante una partita di poker protetta dalla mafia, provocando il collasso dell’economia criminale locale. Per rintracciare gli autori della rapina e riportare l’ordine viene ingaggiato Jackie Cogan, un sicario professionista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Killing Them Softly
Regia: Andrew Dominik
Sceneggiatura: Andrew Dominik
Fotografia: Greig Fraser
Montaggio Brian A. Kates, John Paul Horstmann
Musica:
Cast: Brad Pitt (Jackie Cogan), James Gandolfini (Mickey), Richard Jenkins (autista), Ray Liotta (Markie Trattman), Scoot McNairy (Frankie), Ben Mendelsohn (Russell), Vincent Curatola (Johnny Amato), Sam Shepard (Dillon)
Anno: 2012
Durata: 97′
Origine: Stati Uniti
Genere: thriller
Produzione: Plan B Entertainment, Annapurna Pictures, Chockstone Pictures, Inferno Entertainment
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 18 ottobre 2012

In concorso al Festival di Cannes 2012.

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer italiano
Trailer originale
Recensionescritta da Lia Colucci

Sono passati circa cinque anni da quando Andrew Dominik si impose all’attenzione del pubblico e della critica presenti al Festival di Venezia con il suo secondo lungometraggio, l’interessante ma imperfetto L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, film che fece vincere la Coppa volpi a Brad Pitt. Proprio la star di Fight Club, che nel film figurava anche come co-produttore insieme a Ridley Scott, è il collegamento con il terzo lungometraggio del regista neozelandese, presentato in concorso a Cannes 2012. L’aspetto più interessante di Cogan - Killing Them Softly è infatti quello di ri-trovare Brad Pitt nella duplice veste di attore e di produttore, quasi che il cinema di Dominik sia diretta emanazione di tale sdoppiamento. Cogan - Killing Them Softly è però un film poco riuscito e labile è l’interpretazione del protagonista. Una lenta agonia che non comunica nessuna emozione. L’unico aspetto interessante è quello che riguarda la fine del sogno americano. Tutto il film è pervaso dall’ossessione per il denaro e ambisce a raccontare la crisi economica come una situazione permanente, che va dal crollo della borsa del 1929 alla situazione attuale. Trasposizione di Cogan’s Trade, romanzo scritto nel da George V. Higgins, Cogan - Killing them softly presenta alcuni significativi cambiamenti rispetto al materiale a cui si ispira. A cominciare dallo spostamento della città in cui si svolge l’intera vicenda: nel romanzo tutto infatti accade a Boston, nel film invece in una New Orleans senza però particolari caratterizzazioni (quasi a voler sottolineare che si potrebbe svolgere in una qualsiasi città statunitense), e prosegue con la sua attualizzazione. Questo è forse l’aspetto più interessante del film, visto che non mancano riferimenti alla forte crisi economica vissuta dal paese e al suo nuovo corso (ci sono diversi inserti che vedono protagonisti Obama, McCain, Bush….), ma anche perché sembra direttamente collegarsi all’altra grande Depressione, quella vissuta dal paese dopo il celebre Black Tuesday di Wall Street nel ‘29. Un doppio spostamento dunque, non solo spaziale, ma anche temporale. Quasi a voler ritrovare nella vicenda paradigmatica del romanzo la fine dell’American Dream. Tutto ciò andrebbe benissimo se però il film di Dominik fosse riuscito. L’esito infatti risulta alquanto incerto, non tanto per le scelte di regia o per l’addattamento in chiave contemporanea, quanto soprattutto per l’interpretazione del protagonista, che qui non è certamente nella sua interpretazione più memorabile. Senza la forza che potrebbe imprimere Pitt insomma, Cogan - Killing Them Softly si trasforma ben presto in un testo apatico, incapace cioè di comunicare alcuna emozione e diventa una lenta agonia per lo spettatore.

    Colonna Sonora info e playlist
    Nessuna colonna sonora per questa scheda
    Interviste i protagonisti raccontano

    Conferenza stampa dal Festival di Cannes
    Segui @RadioCinemaIt