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L’estate di Giacomo

Premiato nel 2011 a Locarno nella categoria Cineasti del presente, il film di Alessandro Comodin è un romanzo di formazione immerso nella natura, tenero e coinvolgente. La nostra intervista al regista.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: L’estate di Giacomo

Trama: Giacomo è un ragazzo sordo di diciotto anni che vive in un piccolo paese del Nordest italiano. Appena passato l’esame di maturità, Giacomo attende l’evento che gli cambierà la vita: un’operazione chirurgica che gli consentirà di scoprire un mondo che conosceva soltanto a metà. Apprendendo a riconoscere e ad accettare un nuovo universo sonoro, Giacomo vivrà il proprio singolare passaggio all’età adulta in meno di un anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale L’estate di Giacomo
Regia: Alessandro Comodin
Sceneggiatura: Alessandro Comodin
Fotografia: Tristan Bordmann, Jean Jacques Quinet
Montaggio Joao Nicolau, Alessandro Comodin
Cast: Giacomo Zulian, Stefania Comodin, Barbara Colombo, Stephane Lehembre
Anno: 2011
Durata: 75′
Origine: Italia, Francia, Belgio
Genere: docufiction, drammatico
Produzione: FaberFilm, Les Films D’Ici, Les Films Nus; in collaborazione con Tucker Film, Wallpaper
Distribuzione: Tucker Film
Data di uscita: 20 luglio 2012

Immagini galleria fotografica
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TRAILER
Recensionescritta da Giovanna Barreca

Giacomo è un ragazzo di diciassette anni affetto da ipoacusia che decide di farsi operare per riacquisire l’uso dell’udito. Giacomo è un ragazzo conosciuto da tempo dal regista Alessandro Comodin, autore friulano che al Festival di Cannes 2009 presentò il suo corto Jagdfieber e che, anche se ormai vive e lavora da anni a Parigi, per il suo lungometraggio d’esordio, L’estate di Giacomo, in uscita il 20 luglio per Tucker Film, ha scelto di sperimentare e raccontare una storia intima, le emozioni di un adolescente immerso nella natura incontaminata intorno al fiume Tagliamento, metafora straordinaria di un universo. L’oggetto della narrazione è l’estate di scoperta vissuta da Giacomo, il suo nuovo contatto con le cose, con le persone, i sensi che iniziano a coinvolgere il corpo e la mente in maniera diversa. La scoperta dell’amore, il passaggio all’età adulta. E lo spettatore si tuffa con Giacomo nel fiume, si spaventa per il piccolo incidente in acqua di Stefania durante il gioco, si innervosisce, si emoziona immergendosi lui stesso nella radura, percependo il calore regalato dal sole e dalle emozioni che maturano nell’animo del giovane inquieto perché quell’età di passaggio ha avuto per tutti un carico di appassionanti scintillii e di malinconie.

“Uso il cinema con la fondamentale libertà di prendere gli attori e metterli in mezzo alla vita” ha dichiarato Comodin ed è questa la grande novità del suo film: la penetrante abilità con cui sa cogliere i livelli più profondi dell’evoluzione vissuta dal ragazzo e riesce, nello spazio circoscritto di riprese in campo lungo e/o in primissimo piano, a cancellare la distanza fisica tra realtà diegetica e spettatore. Le scene di tenera follia, il ritmo dei movimenti e delle parole, il ritmo della musica (tra le scene più belle, il ballo nella balera con la telecamera che danza con i ragazzi) sono poi il fulcro di una narrazione fluida, resa calda e coinvolgente anche dall’ottima fotografia che gioca con i colori pastello, esaltando poi il verde acceso della radura intorno al fiume e alla casa del protagonista, il marrone della terra/sabbia e l’azzurro dell’acqua tersa del fiume. L’ultimo tocco autoriale è il finale per molti inatteso ma perfettamente in sintonia con il racconto di un’età dove le cose hanno un ritmo e un’evoluzione segreta. La fiducia reciproca tra il regista e Giacomo inoltre permette al regista di essere egli stesso attore del film, facendoci percepire la sua presenza dietro la macchina da presa, nei respiri delle scene in primissimo piano, nell’approccio non istituzionale dato all’intera narrazione dove Giacomo si è sentito libero di non nascondersi, di non usare nessuna maschera, lasciando all’espressività dei suoi occhi il compito di raccontare il suo universo e le sue emozioni.

Già dal Festival dei Popoli di Firenze dove il film arrivò in prima nazionale dopo la vittoria del Pardo d’oro cineasti del presente al Festival di Locarno 2011, scrivemmo stupendoci che l’opera – coproduzione franco-belga-italiana, CNC e Les films d’ici di Serge Lalou (storica casa di produzione di Nicolas Philibert e Richard Dindo) – non avesse ancora trovato una distribuzione in sala nel nostro Paese. Quindi plaudiamo alla scelta della Tucker film – casa di distribuzione legata al Far East e da anni impegnata nella distribuzione in Italia di film orientali – che ha creduto ne L’estate di Giacomo, portarlo in sala dal 20 luglio e legando l’uscita a un tour del regista che accompagnerà la pellicola, dialogando col pubblico a fine proiezione a Roma (nell’ambito della rassegna Bimbi Belli di Nanni Moretti all’Arena Nuovo Sacher), Gorizia, Udine, Pordenone, Firenze, Padova, Milano e altre città. Le date sono consultabili sul sito della distribuzione: www.tuckerfilm.com.
GIOVANNA BARRECA

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    Intervista a Alessandro Comodin
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