SCHEDA FILM
Trama: La tragica storia d’amore tra un Romeo e una Giulietta dei nostri tempi: un legame intenso, nato per caso e suggellato dalla nascita di Adam. Ma a turbare il ménage della coppia sarà l’inizio di una guerra molto dura, quella alla rara malattia del loro bambino
Titolo originale: La guerre est déclarée
Regia: Valérie Donzelli
Sceneggiatura: Jérémie Elkaïm, Valérie Donzelli
Fotografia: Sébastien Buchmann
Montaggio: Pauline Gaillard
Cast: Valérie Donzelli (Juliette), Jérémie Elkaïm (Roméo), Elina Löwensohn (Alex), Michèle Moretti (Geneviève), César Desseix (Adam a 18 mesi), Gabriel Elkaïm (Adam a 8 anni), Brigitte Sy (Claudia), Philippe Laudenbach (Philippe)
Anno: 2011
Durata: 100′
Origine: Francia
Genere: drammatico
Produzione: Rectangle Productions
Distribuzione: Sacher Distribuzione
Data di uscita: 01 giugno 2012
Già presentato lo scorso anno al Festival di Cannes e al Torino Film Festival e tra i titoli di punti della rassegna romana Rendez-vous Appuntamento con il nuovo cinema francese, La guerra è dichiarata di Valérie Donzelli esce in sala grazie a Sacher distribuzione. Insieme all’attore/compagno Jérémie Elkaim, (Romeo), la regista, qui anche sceneggiatrice, è la protagonista della trasposizione filmica del dramma che ha segnato e cambiato la sua esistenza: la malattia del figlio. Dopo l’esordio dietro la macchina da presa con Le reine des pommes, Donzelli racconta un’intensa storia d’amore tra un Romeo e una Giulietta dei nostri tempi. Un amore tragico come quello del dramma shakespeariano ma tinto anche di umorismo, gioia, intensità amorosa. Appena si incontrano a una festa Romeo si presenta, Giulietta lo guarda, gli chiede se stia scherzando e pronuncia il suo nome. L’uomo sorride, la bacia (e lei riceverà subito dopo lo schiaffone del suo fidanzato) e pronuncia una domanda profetica: “Ma allora avremo un destino tragico?”. Ne segue una serie di flashback dei loro incontri in una città dai colori accesi, vivaci che metaforicamente raccontano la potenza del loro legame che nasce e si sviluppa fino a portare alla nascita di Adam. Romeo da subito si sente inadeguato ma la forza della ragazza risolverà le cose. Poi la radio annuncia la dichiarazione di guerra delle Nazioni Unite all’Iraq e parallelamente inizia la guerra dei due giovani al cancro al cervello del figlio. Un cancro che permette la sopravvivenza a solo il 10% dei malati.
Il dramma, l’angoscia dall’annuncio della malattia non abbandona mai lo spettatore e rimane elemento costante di tensione ma da subito l’autrice adopera anche un tono umoristico, aiutandosi con battute e barzellette. (“Qual è la differenza tra un chirurgo e Dio?” – risposta: “Dio non si sente un chirurgo” per citarne una che ha fatto esplodere la sala quando la tensione era altissima con il bimbo in ospedale e i genitori infuriati perché non riuscivano a parlare col primario). E ancora a sbalordire e a rendere diverso e riuscito il film, sono le diverse innovazioni formali, ralenti e velocizzazioni improvvise della macchina, l’uso dissonante di alcune tracce sonore che spiazzano lo spettatore, mentre a stonare e risultare inutile è l’uso della voice over. C’è il dramma e l’incombenza della falce della morte ma la forte volontà di raccontare la vita; aggrapparsi all’idea che sia comunque importante e necessario portarla avanti nonostante tutto, questo è il vero motore della pellicola. Come raccontava anche Ian McEwan in Bambini nel tempo, spesso i genitori non possono sopravvivere come coppia ad eventi tragici perché il meccanismo umano di sopravvivenza prevale. Qui c’è l’abbandono ma, a differenza del romanzo, alla fine, prevarrà la volontà di pace interiore e di amore per l’esistenza nonostante la prova difficile alla quale si è stati sottoposti. Come in un quadro che si trasforma, tutti gli elementi aiutano a rendere più espliciti gli stati d’animo dei protagonisti: il volantino sulla panchina dell’ospedale dove era seduto Romeo – infuriato per la situazione – con la scritta: “Viva lo sciopero”. E ancora il bisogno della visione del mare, della sua immensità e soprattutto del suo orizzonte – immagini forti sia dopo la scoperta della malattia e l’inizio della prigionia in ospedale durata 5 anni, che al termine, quando arriva il momento di guardare lontano per progettare un futuro nuovo da individui più maturi e solidi.
Valerie Donzelli, regista di La guerra è dichiarata, intervistata da Emanuele Rauco
Jérémie Elkaïm, interprete di La guerra è dichiarata, intervistato da Emanuele Rauco
Scritto il 31.05.2012