SCHEDA FILM: La leggenda del cacciatore di vampiri
Trama: Dopo aver scoperto che la madre è stata uccisa da una creatura soprannaturale, il giovane Abraham Lincoln – futuro 16 esimo presidente degli Stati Uniti – decide di dedicare la propria vita a una missione: dare la caccia ai vampiri.
Titolo originale: Abraham Lincoln: Vampire Hunter
Regia: Timur Bekmambetov
Sceneggiatura: Seth Grahame-Smith
Fotografia: Caleb Deschanel
Montaggio William Hoy
Musica: Henry Jackman
Cast: Benjamin Walker (Abraham Lincoln), Dominic Cooper (Henry Sturgess), Anthony Mackie (Will Johnson), Mary Elizabeth Winstead (Mary Todd Lincoln), Rufus Sewell (Adam), Marton Csokas (Jack Barts), Jimmi Simpson (Joshua Speed), Joseph Mawle (Thomas Lincoln), Robin McLeavy (Nancy Lincoln)
Anno: 2012
Durata: 105′
Formato: 3D
Origine: Stati Uniti
Genere: horror, fantasy
Produzione: Abraham Productions, Bazelevs Production, Tim Burton Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 20 luglio 2012
“Il potere non deriva dalla volontà, ma dalla verità” afferma solenne Abramo Lincoln. La sua affermazione non deriva però dalle sue idee politiche, quanto dalla decisione di lottare contro i vampiri. La leggenda del cacciatore di vampiri nel nuovo film di Timur Bekmembatov – prodotto da Tim Burton – è quella leggenda secondo la quale il 16° presidente d’America fu un’ammazzavampiri e la famigerata guerra civile fu non contro proprietari terrieri schiavisti, ma contro ambiziose creature sovrannaturali.
Il perché è presto detto: a Lincoln i non-morti uccisero da piccolo la madre. Covando vendetta tremenda, il ragazzo si fa addestrare da Henry, un vampiro ribelle che si serve degli umani per bloccare la sete di sangue e di potere dei suoi simili, guidati da Adam, il più importante latifondista del sud. Scritto da Seth Grahame-Smith, autore del romanzo di partenza, il film è un fantasy d’azione bagnato d’horror e mescolato con la fanta-storia che guarda, per scelte narrative e visive, allo Sherlock Holmes di Ritchie.
La curiosità nel mescolare la biografia di Lincoln con l’orrore più trendy e soprattutto nel filtrare la storia dell’America attraverso i moduli del racconto gotico-splatter porta il film a giocare in modo fin troppo disinvolto con la politica e i risvolti ideologici della narrazione, finendo così per fare un ritratto reazionario e guerrafondaio delle tragedie fondanti degli Stati Uniti: lo sterminio della popolazione nativa e la schiavitù sudista non furono responsabilità umana – e americana – ma vampira. Per cui gli americani non hanno colpe ed è giusto fare la guerra ai nemici, costi quel che costi, perché sono mostri pericolosi. La disumanizzazione dell’avversario, in un contesto reale, è l’espediente più bieco con cui l’armeno Bekmembatov cerca di conquistare il pubblico americano, dimenticandosi però del resto.
Ossia di un baraccone filmico che ostenta la propria mediocre grevità fin dall’inizio, stracolmo di goffe esagerazioni prive d’ironia, di un’estetica digitale estenuante e spesso scadente (come nel finale), che chiede allo spettatore incredibili salti mortali per credere a ciò che vede, ma che non ha il tocco e la lucidità per meritarselo. Cinema raffazzonato alla ricerca di spettatori senza malizia, che vorrebbe far passare l’opaco Benjamin Walker per un nuovo Liam Neeson e a cui basta alzare il volume e il tono delle esplosioni per credere di fare spettacolo: ossia la fine del kolossal made in USA.
Scritto il 11.07.2012