Filmaker’s Magazine si veste di nuovo.
16/01/08 – Con il nuovo anno Filmaker’s Magazine – rivista di cinema attiva da circa undici anni – cambia pelle, apportando novità e cambiamenti non solo sul piano estetico, quanto su quello stilistico e concettuale. Già negli ultimi anni la rivista aveva tracciato una sorta di percorso alternativo, a seguito di alcuni problemi che avevano rischiato di farle chiudere i battenti. Da settimanale qual era, passò a trimestrale, dichiarando la propria “resistenza cinematografica”: l’attenzione fu spostata sul cosiddetto “cinema invisibile” tanto che, alla critica vera e propria, la redazione, iniziò a preferire l’indagine sullo stato della distribuzione italiana e sui fondi necessari per fare un film. Quello che Filmaker’s Magazine è oggi, dopo così tanti paletti e ostacoli raggirati a dovere negli anni, vale la pena spiegarlo, e rispettarlo. E’ un appuntamento mensile immancabile per ogni cinefilo doc e appassionato in quanto, soprattutto con questa nuova veste, si è fatto vetrina di tutto quel cinema che non ha avuto, o non ha, la giusta visibilità e considerazione. Ogni mese, in allegato alla rivista: un film indipendente, preferibilmente italiano, mai uscito in sala oppure il recupero di un cult indipendente mai uscito in DVD. Film originali, spesso impegnati e impegnativi che, senza questo coraggioso progetto, sarebbe impossibile vedere e recuperare. Un modo semplice e diretto per aiutare il cinema italiano in un momento difficile, che vede affossare il talento e la creatività dalla mancanza di sistemi distributivi adeguati. La politica adottata da Filmaker’s Magazine è quella di non limitarsi a parlare di cinema, ma di fare cinema, distribuendolo e aiutandolo a raggiungere il pubblico.

Inaugurerà la serie degli introvabili il film Girotondo, giro attorno al mondo di Davide Manuli – vincitore del premio Solinas nel ’95 – in edicola, allegato alla rivista, per tutto il mese di Gennaio. Girato nel lontano ’98 il lavoro di Manuli , talento riconosciuto negli anni da molti colleghi e critici, è comparso brevemente in sala grazie alla Pablo di Gianluca Arcopinto. Poi, è letteralmente finito nel dimenticatoio, penalizzato dai soliti e già noti problemi distributivi. Molteplici i riferimenti cinematografici che caratterizzano questo girotondo emozionale nei meandri di una società quasi astratta, questo sogno grigio e infelice ad occhi aperti: Pasolini, Fellini, Zavattini, Godard, Kusturica e Wenders. Ma Girotondo, giro attorno al mondo è solo il primo di una lunga serie di interessanti titoli che, ogni mese, potranno arricchire le nostre videoteche personali, nonchè le nostre conoscenze cinematografiche. Paga il salato prezzo di questa interessante iniziativa, il numero delle pagine che compongono la rivista che, a malincuore, si sono ridotte all’esiguo numero di otto facciate. Ma poco importa: di fronte ad una proposta editoriale così originale e sincera, finalmente dalla parte di chi il cinema lo realizza a fatica, superando mille ostacoli, non si può che apprezzare, sostenere e incoraggiare.
(ALESSANDRA SCIAMANNA)
scritto da Redazione il 16.01.2008 alle 06:23