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Marley

Kevin Macdonald racconta Bob Marley in un documentario completo e appassionante che oltre alla musica mette in scena i risvolti del personaggio.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Marley

Trama: Kevin Macdonald racconta la vita, l’influenza e l’impatto globale esercitati da uno dei più importanti cantanti, compositori, musicisti e attivisti della storia: Bob Marley.  Il risultato  è un documentario-evento che che offre un ritratto del personaggio e della sua opera,  avvalendosi per la prima volta degli archivi privati messi a disposizione dalla famiglia dell’artista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Marley
Regia: Kevin Macdonald
Fotografia: Mike Eley, Alwin H. Kuchler
Montaggio: Dan Glendenning
Anno: 2012
Durata: 144′
Origine: Stati Uniti, Gran Bretagna
Genere: documentario
Produzione: Shangri-La Entertainment, Tuff Gong Pictures, Cowboy Films
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 26 giugno 2012

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer italiano
Trailer originale
Clip - Dalla parte di Dio
Clip - La porta senza ritorno
Recensionescritta da Emanuele Rauco

“Il reggae è nato da un’illusione”, dice uno dei produttori del re del reggae in Marley, il documentario di Kevin Macdonald (già presentato a Berlino prima di un unico giorno nelle nostre sale, il 26 giugno) dedicato appunto a Bob Marley. E intorno a quella frase si potrebbe pensare che l’intero film si svolga attorno all’illusionismo dell’uomo e del musicista, alla sua capacità di affascinare e convincere, alle molte linee di confine del suo personaggio, metà bianco e metà nero fin dalla nascita.
Dalla nascita nei sobborghi poverissimi di Kingstown, in Giamaica, alla morte a Miami nel 1981, la vita di Robert Nesta Marley, la sua musica assieme a The Wailers, il suo amore per la religione rastafariana e i suoi problemi con la politica. L’uomo, soprattutto. Primo documentario ufficiale autorizzato dalla famiglia Marley, che ha prodotto il film e contribuito con preziosissimo materiale d’archivio, perlopiù inedito, che permette al regista di elaborare un film così completo.

Quello che balza all’occhio infatti, è l’accuratissimo e ricco lavoro di ricerca di filmati e interviste, ma anche soprattutto delle persone che accompagnarono Marley lungo i 36 anni della sua densa vita: i familiari di vario grado, quelli illegittimi compresi (come la sorellastra incontrata per caso dalla moglie Rita), i musicisti e i produttori, i dottori, gli avvocati e l’infermiera tedesca che lo accompagnò alla morte. Se è vero che per Marley la sua vita erano gli altri, il film lo rende chiaro con la grande quantità di interventi e testimonianze che riescono a rendere l’atmosfera creativa, emotiva e spirituale nella quale l’artista componeva e viveva. Quello che rende il film di MacDonald un documentario biografico come cinema comanda è la sua completezza, la sua attenzione ai risvolti sociali, politici e religiosi della vita del musicista (il cruccio di non piacere al pubblico afro-americano), la voglia di capire come girava il mondo intorno a Marley e come reagiva.
Fondamentale, nel lavoro di montaggio, selezione e costruzione del film, è l’aver restituito il calore della sua musica, la sua sincerità magari prossima al fanatismo, l’energia creativa alcoolica e stupefatta di marijuana, l’espressione fisica di un uomo il cui cuore sapeva essere (e i figli sono li a dimostrarlo) “duro come una pietra o morbido come l’acqua”. Così come non nega le ombre dentro Marley, Macdonald ne sospende la figura tra mito e leader politico, tra uomo e ideale, tra spirito e corpo e si fa forte di filmati fondamentali, come i concerti a Londra nel ’73 o quello in America di supporto ai Commodores, il rientro in patria per far finire la guerra civile o le immagini in Germania, nella clinica olistica in cui cercò di combattere il cancro. E quando il film si chiude con le canzoni di re Bob cantate in tutto il mondo, capiamo che ha ragione Macdonald a parafrasare John Ford: poco importa dello scarto tra mito e leggenda, se la leggenda ha così tanta forza.

EMANUELE RAUCO

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