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Napoli 24

Un'opera plurale in cui 24 registi - tra cui spiccano i nomi Paolo Sorrentino e Pietro Marcello - guardano Napoli: un progetto ricco e intelligente, prodotto da Curti e Giuliano.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM

Trama: Tre minuti ciascuno per uno sguardo sulla città di Napoli: questo è il punto di partenza per l’opera collettiva di ventiquattro registi. Una pluralità di sguardi che racconta una metropoli nella quale convivono tradizione e avanguardia, superstizione e cosmopolitismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Napoli 24
Regia: Ugo Capolupo, Giovanni Cioni, Bruno Oliviero, Gianluca Iodice, Diego Liguori, Roberta Serretiello, Luca Martusciello, Nicolangelo Gelormini, Guido Lombardi, Mariano Lamberti, Andrej Longo, Stefano Martone, Mario F. Martone, Luigi Carrino, Fabio Mollo, Mario Spada, Pietro Marcello, Andrea Canova, Lorenzo Cioffi, Massimiliano Pacifico, Marcello Sannino, Francesca Cutolo, Federico Mazzi, Vincenzo Cavallo, Gianluca Loffredo, Daria D’Antonio, Paolo Sorrentino
Sceneggiatura: Ugo Capolupo, Giovanni Cioni, Bruno Oliviero, Gianluca Iodice, Diego Liguori, Roberta Serretiello, Luca Martusciello, Nicolangelo Gelormini, Guido Lombardi, Mariano Lamberti, Andrej Longo, Stefano Martone, Mario Martone, Luigi Carrino, Fabio Mollo, Mario Spada, Pietro Marcello, Andrea Canova, Lorenzo Cioffi, Massimiliano Pacifico, Marcello Sannino, Francesca Cutolo, Federico Mazzi, Vincenzo Cavallo, Gianluca Loffredo, Daria D’Antonio, Paolo Sorrentino
Fotografia: Cesare Accetta, Francesca Amitrano
Montaggio Giogio’ Franchini
Musica: Frame, Marco Messina (per ERA)
Anno: 2010
Durata: 75′
Origine: Italia
Genere: documentario
Produzione: Ananas, Sky Dancers; in collaborazione con Indigo Film, Teatri Uniti
Distribuzione: Cinecittà Luce
Data di uscita: 11 maggio 2012

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer
Recensionescritta da Emanuele Rauco

Ci sono i film ambientati nelle città, che la raccontano o la attraversano, film turistici o atti d’amore, da Woody Allen ai progetti Paris je t’aime o New York I Love You. E poi ci sono progetti complessi e inventivi come Napoli 24, presentato al festival di Torino del 2010 (qui si può leggere la genesi del progetto e ascoltare alcune interviste), che raduna 24 registi e videomaker napoletani, ciascuno impegnato ad offrire uno sguardo, della durata approssimativa di tre minuti, sulla propria città.
Ne escono fuori micro-metraggi che hanno la consistenza e la forza di schegge, composti dal montatore Giogiò Franchini sotto la produzione di Angelo Curti, Nicola Giuliano e Giorgio Magliulo, per raccontare Napoli con un’operazione più visionaria, ma meno estetizzante del pur apprezzabile Passione di Turturro.

Napoli emerge dentro e oltre il suo folklore, in un compendio di percorsi storici, culturali, umani e cronachistici di un luogo che si rivela unico benché stratificato e che solo un progetto caleidoscopico come questo poteva restituire nella sua completezza. Vengono dunque alla luce indissolubili dicotomie come morte e vita, misticismo e istinti primari, mare magnifico e relitti non solo urbanistici. Passato e presente – purtroppo non abbastanza futuro – convivono in continuazione e il film li rileva alternando luoghi e suoni, documentario e sperimentazione, il miracolo di san Gennaro e la longa manus della camorra.
Tutto questo fa di Napoli 24 un progetto inclassificabile eppure essenziale, nel quale più dei nomi blasonati di Sorrentino, Marcello e Lombardi, spiccano i segmenti di autori meno noti, ma capaci di scolpire l’essenza della città: i neo-borbonici di Martusciello, la santa di Monte Calvario di Longo, i provini registrati da Fabio Mollo, l’infinita tenerezza del centenario Vincenzo O’ Scarpariello ripreso da Pacifico, il ristorante in cui esplode l’anima spettacolare di Napoli (diretto da Federico Mazzi) e la ribellione al cimitero di Poggio Reale raccontata da D’Antonio. 24 fotogrammi che, come nella pellicola cinematografica, rappresentano solo un secondo di una città come quella partenopea: ma è un secondo in cui entra in gioco lo sguardo in maniera centrale e che dà al progetto una complessità saggistica e teorica di cui il cinema nostrano sente la mancanza. E l’anno e mezzo intercorso tra presentazione e distribuzione ne è una prova.

EMANUELE RAUCO

    Colonna Sonora info e playlist
    Nessuna colonna sonora per questa scheda
    Interviste i protagonisti raccontano

    Intervista al produttore Nicola Giuliano
    Intervista al regista Paolo Sorrentino
    Intervista al regista Guido Lombardi
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