SCHEDA FILM
Trama: Los Angeles 1987. Appena giunta dalla provincia in cerca di fortuna, la giovane Sherry incontra nel celebre locale Bourbon Room, prossimo alla demolizione, Drew Boley, un ragazzo di città e aspirante rockstar. I due vivranno la loro storia d’amore cercando di coronare i rispettivi sogni di gloria a Hollywood, sulle note dei maggiori artisti rock di quegli anni, da Joan Jett ai Poison, dai Bon Jovi a Pat Benatar.
Titolo originale: Rock of Ages
Regia: Adam Shankman
Sceneggiatura: Justin Theroux, Chris D’Arienzo, Allan Loeb
Fotografia: Bojan Bazelli
Montaggio Emma E. Hickox
Cast: Julianne Hough (Sherrie Christian), Diego Boneta (Drew Boley), Tom Cruise (Stacee Jaxx), Malin Akerman (Constance Sack), Bryan Cranston (sindaco Mike Whitmore), Alec Baldwin (Dennis Dupree), Catherine Zeta-Jones (Patricia Whitmore), Russell Brand (Lonnie), Paul Giamatti (Paul Gill)
Anno: 2012
Origine: Stati Uniti
Genere: drammatico, commedia, musicale
Produzione: Offspring Entertainment, Corner Store Entertainment, Maguire Entertainment, New Line Cinema
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: 20 giugno 2012
Ogni tanto Hollywood sa ancora sorprenderci, magari riprendendo le vecchie care abitudini di un tempo, quelle che diedero corpo e leggenda già al cinema degli anni ’30: gli adattamenti da Broadway. È il caso di Rock of Ages, felice elaborazione di un musical di successo messo in scena a partire dal 2005. Un musical – in realtà – non propriamente di Broadway, quanto di Los Angeles, dove ha avuto il primo allestimento e dove è ambientato. E la città degli angeli, con il suo mito hollywoodiano, era ovviamente perfetta per dare il giusto indirizzo a una storia il cui centro è il desiderio di raggiungere la notorietà e che dunque oltre alla musica porta indirettamente con sé anche un riferimento al mondo del cinema.
1987. Sherrie (Julianne Hough) arriva dalla provincia americana a Los Angeles per fare fortuna come cantante. Incontra un altro aspirante performer, Drew (Diego Boneta), che nel frattempo si guadagna da vivere come cameriere al Bourbon Club, luogo leggendario del rock. I due finiranno per innamorarsi.
Questo l’impianto basilare della trama, su cui si innesta una serie di sottotrame: la vicenda della rockstar interpretata da Tom Cruise, supportata dal suo manager (Paul Giamatti), quella della iper-moralista moglie del sindaco (Catherine Zeta-Jones) e la quotidianità del proprietario del locale (Alec Baldwin). Come da copione e da antica tradizione – per parlare a un pubblico il più possibile ampio di spettatori – troviamo dunque accanto ai due giovani protagonisti, che vivono la loro tipizzata storia d’amore, anche una serie di figure caratteriali che costituiscono il vero nerbo di Rock of Ages: si parte dallo stereotipo (vedi la leggendaria, sempre ubriaca ed eccentrica, rockstar interpretata da Cruise) per farvi sopra della bonaria ironia. Che diventa immediatamente auto-ironia nel momento in cui lo stesso Cruise – ex “primo moroso” del cinema americano anni ’80 – mette in scena anche sé stesso come icona di quel cinema e di quella grancassa spettacolare.
Rock of Ages allora emerge come un omaggio sì nostalgico, ma soprattutto appassionato e divertito alla musica degli anni ’80, al glam rock (anzi, al glam metal) di quegli anni: coreografico, eccessivo, de-politicizzato eppure ancora pericoloso agli occhi dei moralizzatori dell’epoca, perché pur sempre sinonimo di sesso, droghe e…ancora sesso. E, se da un lato, come nel musical originale, si apprezza l’eccellente lavoro di contestualizzazione fatto a partire da una serie di brani storici che vengono usati come trama e tessitura dei comportamenti dei personaggi (classici dei Guns’n’Roses, dei Poison, degli Scorpion, ecc.), dall’altro gli apparati tecnici – regia (l’autore di Hairspray, Adam Shankman), coreografia e scenografia – sono di una ricchezza e di una inventiva tale da sperare che Rock of Ages finisca per diventare un piccolo culto (tra i momenti musical più belli vi sono il ballo “anti-satanico” di Catherina Zeta Jones in chiesa e la danza-amplesso tra Tom Cruise e Malin Akermann, che interpreta una giornalista di Rolling Stone). E allora, più ancora di fama e ambizione, viene da pensare che il vero tema sotteso a Rock of Ages sia il culto per la performance, il mettersi in mostra, l’esibirsi, il motore stesso cioè della società dello spettacolo.
Scritto il 12.06.2012