Sguardi sonori – Up
Volare sulle note della fantasia
(Rubrica a cura di Emanuele Rauco)
11/11/09 – Affermatasi negli anni come la più grande creatrice di forme, idee, immagini e sensazioni del cinema contemporaneo – in ogni senso – la Pixar si appresta anche quest’anno a farci emozionare e divertire con il suo nuove, grande gioiello: “Up”. Il film, diretto da Pete Docter, è un’avventura appassionate e poetica che ha, curiosamente, un vecchietto vedovo per protagonista. Per musicare questa storia così diversa rispetto alle abitudini del suo target dichiarato, quello infantil-adolescenziale, la branca digitale della Disney ha offerto di nuovo il compito al grande Michael Giacchino, celebre più che altro come collaboratore di J.J.Abrams. Il compositore però è riuscito a emanciparsi dall’etichetta televisiva e a confermare le sue straordinarie qualità melodiche ed emotive (come già dimostrato con “Ratatouille”, candidato all’Oscar), grazie a una perfetta empatia con il tono del film, una storia divertente ed eccitante certo, ma sullo sfondo di una malinconia raramente così viva in un cartoon americano. E Giacchino, ispirando la partitura al cinema classico e al jazz da orchestrina degli anni ’30 (gli anni e il cinema che accompagnano la storia d’amore spezzata tra Carl ed Edna) riesce a infondere attimi di pathos e commozione tra le note di un grande film d’azione, fatto di voli, corse, cacce, imprese mirabolanti.
Ma che il cuore di un film vorticoso (non a caso distribuito in 3D) non sia nel vortice, lo dimostra Giacchino fin dai titoli d’apertura (Up with Titles), un rilassato swing che presenta il tema principale e che, nella successiva We’re in the Club Now si struttura secondo note più dolci, fino ad apparire nella sua forma completa in Married Life, il racconto della vita matrimoniale dei due (momento peraltro di cinema intenso). Il resto dello score segue le linee variopinte del racconto, che vola letteralmente sulle ali poetiche dei palloncini e alterna attimi di tensione fiabesca (Canine Conundrum), ritmo orchestrale (Escape from Muntz Mountain) e ironia sapiente (Meet Kevin in the Jungle).
Una bellissima colonna sonora, che accompagna e dà lustro all’ennesimo caso in cui la Pixar ha superato se stessa, riuscendo a profondere intelligenza ed emozioni con un cinema aperto, che parla a tutti e, nonostante le apparenze fanciullesche, di tutti.
scritto da Redazione il 11.11.2009 alle 21:23