SCHEDA FILM: Shark 3D
Trama: Un devastante tsunami si abbatte sulla costa australiana, radendo al suolo una cittadina. Asserragliati all’interno di un supermercato, alcuni sopravvissuti lottano contro l’avanzare dell’acqua cercando di sfuggire all’attacco di un branco di voraci squali bianchi.
Titolo originale Bait
Regia: Kimble Rendall
Sceneggiatura: John Kim, Russell Mulcahy
Fotografia: Ross Emery
Montaggio Rodrigo Balart
Musica: Joe Ng, Alex Oh
Cast: Phoebe Tonkin (Jaimie), Julian McMahon (Doyle), Sharni Vinson (Tina), Xavier Samuel (Josh), Alex Russell (Ryan), Cariba Heine (Heather), Lincoln Lewis (Kyle), Alice Parkinson (Naomi)
Anno: 2012
Formato: 2D e 3D
Origine: Australia
Genere: thriller
Produzione: Bait Productions, Blackmagic Design Films, Story Bridge Films
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 14 settembre 2012
Lo Squalo uscì nel ’75 diretto da un allora quasi sconosciuto Steven Spielberg e accompagnato dallo scetticismo generale. Ma per l’originalità di alcune scelte registiche, come “il punto di vista” del mostro, usato anche per supplire ai malfunzionamenti del pescione meccanico, più la capacità di sfruttare al meglio le ansie profonde di navigatori e natanti, divenne un classico in grado di resistere al tempo e a un pubblico ormai sempre meno näif. Oggi, dopo quasi 40 anni e quattro seguiti, un film di tutt’altra levatura e fattura cerca di imitarne le glorie, tornando a sfruttare non solo l’elemento portante del pescecane ma anche un sovraccarico di altri escamotage di genere, nel tentativo non troppo sottile di rimpolpare il tutto, e soprattutto di rimpolpare il pulp, di una opera volutamente trash e non sofisticata.
Nel film di Kimble Rendall, che può vantarsi di essere anche la prima coproduzione Australia-Singapore, lo squalo non morde più nelle insondabili acque dell’oceano, o per lo meno solo in minima parte. Come se non bastasse la presenza di una creatura così spaventosa e famelica, i protagonisti di Bait (in Italia Shark 3D) vengono infatti travolti anche da uno tsunami, dalla follia criminale di due rapinatori, dall’acqua che continua salire, da cavi elettrici volanti e via continuando. Tutti pericoli che in teoria dovrebbero far crescere la tensione, in pratica innescano una serie di sottotrame per lo più inutili, spesso involontariamente comiche e sempre condite di quella vecchia retorica horror per cui, nel corso del film, i puri di cuore trovano la loro via per la redenzione, mentre i “cattivi”, compresi quelli che non gradiscono gli animali, vengono puniti in maniera inesorabile. Un miscuglio non proprio ben amalgamato di spunti non originali che non riesce né a spaventare né a divertire fino in fondo, e quindi non aggiunge molto al (rinato?) filone exploitation. E probabilmente neppure alle carriere dei suoi giovani interpreti, che sarebbe un po’ generoso definire promesse: il “twilightinano” Xavier Samuel e la star di Step Up 3D Sharni Vinson.
Scritto il 29.08.2012