Il regista pubblicitario Federico Brugia dirige un film che ostenta il suo carattere d'autore, ma si perde nel manierismo e in una ricerca quasi meccanica della complessità di psicologie e personaggi poco vivi e vividi. Ambientato tra i paesaggi algidi dell'Ungheria.
Il regista Federico Brugia eccede in autorialità e dirige una pellicola eccessivamente manierista, dove l’ostentata complessità psicologica dei personaggi, li rende poco vivi e vividi.
Già presentato in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2011, un thriller psicanalitico con pazzia post-traumatica e abusi familiari: la tensione c'è, ma la struttura narrativa latita.
Già presentato in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2011, un thriller psicanalitico con pazzia post-traumatica e abusi familiari: la tensione c’è, ma la struttura narrativa latita.