SCHEDA FILM: The Amazing Spider-Man
Trama: Abbandonato dai genitori quando era bambino e cresciuto dagli zii Ben e May, l’adolescente Peter Parker trascorre il suo tempo come molti ragazzi della sua età, diviso tra la ricerca di una propria identità e i tentativi di conquistare la compagna di liceo Gwen Stacy. Finché il rinvenimento di una misteriosa valigetta lo porta a interrogarsi sulla scomparsa dei suoi genitori. Le indagini conducono Peter al laboratorio del dottor Curt Connors, ex socio del padre, che tenterà di ostacolare le sue ricerche.
Titolo originale: The Amazing Spider-Man
Regia: Marc Webb
Sceneggiatura: James Vanderbilt, Alvin Sargent, Steve Kloves
Fotografia: John Schwartzman
Montaggio Alan Edward Bell, Michael McCusker, Pietro Scalia
Musica: James Horner
Cast: Andrew Garfield (Peter Parker/Spider-Man), Rhys Ifans (dott. Curt Connors/The Lizard), Martin Sheen (Ben Parker), Sally Field (May Parker), Emma Stone (Gwen Stacy), Embeth Davidtz (Mary Parker), Campbell Scott (Richard Parker), Chris Zylka (Flash Thompson)
Anno: 2012
Formato: 2D e 3D
Origine: Stati Uniti
Genere: azione, fantasy
Produzione: Columbia Pictures, Laura Ziskin Productions, Marvel Enterprises, Marvel Studios
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: 04 luglio 2012
Il supereroe della porta accanto, l’adolescente secchione e un po’ sfigato, vessato dai bulli e allevato dagli zii che – dopo la puntura di un ragno – acquista dei poteri straordinari grazie ai quali diventa un giustiziere metropolitano. E’ Peter Parker aka Spider-Man, creato nel 1962 da Stan Lee (storie) e Steve Ditko (disegni) per la Marvel, e già al centro di numerosi adattamenti cinematografici prima di essere consacrato nell’Olimpo hollywoodiano con la trilogia di Sam Raimi nel primo decennio del Duemila. E a distanza di cinque anni dalla sua ultima avventura, eccolo di nuovo all’opera in The Amazing Spider–Man, reboot della serie affidato alla direzione di Marc Webb – (500) Giorni insieme – e all’interpretazione di Andrew Garfield con un’operazione indirizzata esclusivamente al pubblico dei più giovani.
Perché, ed è il caso di chiarirlo fin dall’inizio – siamo ben lontani dall’estro registico dell’autore di La casa, così come dalla sua abilità nel restituire, con humour e trovate memorabili, l’atmosfera squisitamente pop e mélo, la sfaccettate complessità del materiale di partenza e unirla alla propria identità autoriale. All’opposto, quel che ci viene offerto è un prodotto blando, depauperato di ogni iconicità e totalmente asservito ad un target di riferimento al quale, peraltro, si limita ad ammiccare. Scrupoloso nell’aderenza filologica al fumetto quanto debole fin dalla struttura di un racconto che procede per forzature, buchi logici e narrativi, personaggi tratteggiati intorno a cliché, The Amazing Spider–Man si allontana dall’immaginario cinecomic per accostarsi, piuttosto, a una dimensione televisiva con un risultato a metà tra Dawson’s Creek e Smallville. Così, se in oltre 120 minuti di durata la prima ora abbondante si dipana tra schermaglie amorose, e siparietti domestici, a stento vivacizzati da una spruzzata di combattimenti urbani e da un unico spunto comico (i tentativi di Parker di padroneggiare le proprie facoltà) sfruttato allo sfinimento, bisogna attendere solo l’ultima parte della pellicola per veder finalmente entrare in gioco l’antagonista e godere di un po’ di azione, oltretutto condotta ai minimi sindacali rispetto ai mezzi dispiegati. Dal canto suo, Webb non fa che assecondare l’andazzo generale, con tocco impersonale e didascalico per adagiarsi sui meccanismi più usurati del filone teen da piccolo schermo e sul potenziale spettacolare di un 3D, più che mai pretestuoso ma allo stesso tempo indispensabile nell’assicurare l’impatto visivo laddove richiesto (ovvero di rado). E ad uscirne con dignità è solo il protagonista Garfield, per merito di un physique du rôle da ragazzo comune in grado di catturare l’empatia dello spettatore e di una controparte priva di carisma e involontariamente ridicola come l’avversario Lizard, forse il peggior villain proposto dal genere in tempi recenti ed esempio da manuale di come sia possibile sprecare un interprete talentuoso e raffinato quale Rhys Ifans.
Intervista al regista Marc Webb e agli attori Andrew Garfield, Emma Stone e Rhys Ifans
Scritto il 05.07.2012