SCHEDA FILM
Trama:
Un aspirante scrittore in cerca di successo scopre il prezzo che gli tocca pagare per aver rubato il lavoro di un’altra persona.
Titolo originale The Words
Regia: Brian Klugman, Lee Sternthal
Sceneggiatura: Brian Klugman, Lee Sternthal
Fotografia: Antonio Calvache
Montaggio Leslie Jones
Musica: Marcelo Zarvos
Cast: Bradley Cooper (Rory Jansen), Zoe Saldana (Dora Jansen), Olivia Wilde (Danielle), Jeremy Irons (The Old Man), Dennis Quaid (Clay Hammond), J.K. Simmons (sig. Jansen), Ben Barnes, John Hannah
Anno: 2012
Origine: Stati Uniti
Genere: drammatico
Produzione: Animus Films, Serena Films, Waterfall Media
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 21 settembre 2012
La verità rende liberi, dicevano Gesù e il Mahatma Gandhi. Non sembrano essere d’accordo Brian Klugman e Lee Sternthal, registi all’esordio nel lungometraggio che in The Words raccontano attraverso scatole cinesi proprio il peso e il prezzo della verità.
Un aspirante scrittore in cerca di successo scopre il prezzo che gli tocca pagare per aver rubato il lavoro di un’altra persona; ma attorno a lui ci sono un romanziere affermato che ne racconta la storia e il vecchio a cui ha plagiato il romanzo. Klugman e Sternthal scrivono un dramma venato di mistero che sembra voler provare a realizzare una summa di un certo tipo di narrativa americana, da Hemingway a Fante passando per I ponti di Madison County.
Il tema della verità e della gestione delle sue conseguenze, come il successo rubato, il rimorso e le vite rovinate in ogni caso, non proprio tra i più originali, si arricchisce con una riflessione quasi satirica sul romanzo di successo contemporaneo, sui suoi cliché, sulle sue trappole emotive e stilistiche che i registi raccontano attraverso una oculata struttura effettivamente romanzesca che mescola piani narrativi e punti di vista. Scelte efficaci che però si arenano nel momento in cui, lasciando spazio al vecchio Jeremy Irons – truccato per l’occasione – a raccontare la sua storia (il romanzo nel romanzo nel romanzo), appesantisce la narrazione di fronzoli inutili, rende esplicito ciò che lo spettatore aveva intuito e accetta acriticamente quei meccanismi che sembrava sottilmente mettere in discussione.
Il finale spiazzante, fortunatamente, recupera l’ambiguità di fondo del film e con intelligenza i registi sfruttano la regola per cui i bravi attori migliorano i film: e così, giocando con Bradley Cooper, la dolce Zoe Saldana, il solido Denis Quaid, la fascinosa Olivia Wilde e il già citato Irons, sanno rendere credibile e coinvolgente un film che zoppica qua e là. Come una bugia dalle gambe troppo corte per fingersi verità.
Scritto il 18.09.2012