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Total Recall – Atto di Forza

Remake dell'omonima pellicola cult di Paul Verhoeven del 1990 tratta dal racconto Ricordiamo per voi di Philip Dick. Protagonista Colin Farrell.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Total Recall – Atto di Forza

Trama: Benvenuti da Rekall, la compagnia che può trasformare i vostri sogni in veri e propri ricordi. Per Douglas Quaid, operaio e marito innamorato, il viaggio virtuale è la vacanza perfetta per staccare da un ménage frustrante; i ricordi di una vita da agente segreto potrebbero essere proprio ciò che fa per lui. Durante la procedura qualcosa va storto e Quaid diventa un ricercato. In fuga dalla polizia, finita nelle mani del leader del mondo libero Cohaagen, Quaid conosce una ribelle e si unisce a lei con lo scopo di trovare il capo della resistenza sotterranea e fermare Cohaagen. Ma la linea tra fantasia e realtà si assottiglia e il destino del mondo oscilla nel momento in cui Quaid scopre la sua vera identità, il suo vero amore, il suo destino.

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Total Recall
Regia: Len Wiseman
Sceneggiatura: Kurt Wimmer, Mark Bomback
Fotografia: Paul Cameron
Montaggio Christian Wagner
Musica: Harry Gregson-Williams
Cast: Colin Farrell (Douglas Quaid/Hauser), Kate Beckinsale (Lori), Jessica Biel (Melina), Bryan Cranston (Vilos Cohaagen), Bill Nighy (Matthias Lair), John Cho (McClane), Will Yun Lee (Marek), Bokeem Woodbine (Harry), Steve Byers (Henry Reed), Ethan Hawke
Anno: 2012
Durata: 121′
Origine: Stati Uniti, Canada
Genere: fantascienza, azione
Produzione: Total Recall, Original Film, Rekall Productions
Distribuzione: Sony Pictures Italia/Warner Bros
Data di uscita: 11 ottobre 2012

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer italiano
Trailer originale
Spot "Memoria"
Spot "Puoi fidarti?"
Recensionescritta da Erminio Fischetti

La base è una short storyWe Can Remember It for You Wholesale – di Philip K. Dick, la sua deriva cinematografica l’originale film omonimo del 1990 con il futuro governatore della California Arnold Schwarzenegger e un’ancora sconosciuta Sharon Stone, che già bucava lo schermo. E la prima domanda che sorge spontanea è sicuramente: “Che ragione c’è di farne un remake?” Ed in effetti la risposta sorge altrettanto spontanea: “Nessuna!” Infatti, la riproduzione di Len Wiseman, prode maritino di Kate Beckinsale, che qui riveste il ruolo che fu della Stone, si accinge ad una riproduzione pedissequa e ripulita sotto l’aspetto visuale, che in questo caso appare per forza di cose più patinata (non siamo più a cavallo dei tardi anni Ottanta, inizio Novanta e i jeans a vita alta hanno perso il loro perché!). Nonostante tutto però il film compie il suo dovere di intrattenere, si lascia guardare, ma con la consapevolezza che forse avremmo dovuto fare altro, e l’eterno discorso di adattare il maestro scomparso dello sci-fi letterario Philip K. Dick non solo ci fa rimpiangere una scrittura di genere dietro la quale si nasconde una molto più complessa analisi del rapporto fra uomo e macchina, storia e tecnologie, ma soprattutto ci fa rimpiangere la struttura dell’azione dell’ormai classico di Paul Verhoeven, compatto e adrenalinico film d’azione, che magari visto oggi può addirittura sembrare un po’ datato nella sua messa in scena e soprattutto nei suoi effetti speciali, ma comunque era un buon film che nel suo genere teneva lo spettatore incollato alla sua poltrona. Ma Wiseman, autore di un paio di Underworld, porta alla luce la vera essenza di una tale operazione fatta a così breve distanza, quella della noia.

Se nell’era così lontana da quella di Bush padre, Verhoeven era capace di saper riadattare la paranoia e l’humus etico e politico del periodo storico del racconto di Dick (gli anni Sessanta) in quello volgare e superficiale, misogino, di 25 anni dopo, il nostro nuovo regista non riesce con altrettanta vivacità a compiere la stessa operazione, giocando anzi con l’imitazione della pellicola in questione soltanto nei suoi aspetti più palesi e non portando nessuna analogia o evoluzione con l’oggi nonostante l’estetica di cui sopra, che in realtà serve solo a rendere l’opera anomala e priva di alcune identità o attrattiva, tantomeno di una sua rilettura contemporanea. È un gioco forse quello del cinema di non imporre la propria autorialità, il proprio marchio di fabbrica? Non sappiamo, quel che è certo è che forse è più attraente l’idea di una replica televisiva di un vecchio film, visto più e più volte, che uscire per andare al cinema a vederne una pallida e insignificante copia. E non che l’originale fosse ‘sto capolavoro! E pensare che magari Wiseman si sforza persino di accostarsi a Dick, sottolineando, per lo meno nel primo quarto d’ora, i temi cardine della sua scrittura (l’uomo sconfitto dalla vita, la desolazione delle metropoli, la working class, la tecnologia futurista, il rapporto tra l’uomo e le macchine). Colin Farrell, da perfetto uomo della working class che si scopre spia compie il suo dovere, Jessica Biel lascia il tempo che trova, ma Kate Beckinsale, complice forse l’inizio di una relazione di amorosi sensi con il botox, ci lascia decisamente rimpiangere Sharon Stone. I nostalgici corrano lontano anni luce, gli altri possono guardarlo senza pretendere troppo.

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