Arrivano i nostri

19/02/09 – Avevamo criticato “Italians”, ma era nulla in confronto a “Ex”, l`altra commedia-carrarmato in…

Arrivano i nostri

(Rubrica a cura di Alessandro Aniballi)

arrivano-i-nostri-interno.jpg19/02/09 – Avevamo criticato “Italians”, ma era nulla in confronto a “Ex”, l`altra commedia-carrarmato in sala in questi giorni. Se Marco Giusti su “Il manifesto” del 5 del corrente mese ha parlato di guerra tra giganti, perchè il film di Veronesi è prodotto da De Laurentiis mentre quello di Brizzi dall`Italian International Film (e cioè da Lucisano) ed entrambi presentano un cast di all-star, non possiamo che prevedere che la vittoria dovrebbe andare a “Italians”. Al botteghino non si può mai sapere, ma confrontando qualità e difetti delle due pellicole, “Ex” perde senza dubbio. La terza regia di Fausto Brizzi è una confusissima storia corale, con una sovrastruttura riflessiva sconcertante data dal personaggio di Bisio che fa lezione all`università e sproloquia sull`amore, scopiazzando il “Manuale d`amore” dello stesso Veronesi e mostrando cuoricini paltitanti come diapositive (!!!!). Ciò che qui risulta ancora più evidente rispetto a “Italians” è l`esagerata irrealtà delle vicende narrate. Il mondo di “Ex” è composto da bambini che si accordano con il giudice per andare a vedere “La Bohème”, da una ragazza che finge di essere una prostituta per incontrarsi con il suo amante, da un giovanotto francese che prende a sberle il suo capo, da una cricca di francesi solo interessati a sapere cosa faccia la loro amica italiana oltreoceano o da interni arredati con gusto pubblicitario. In più Brizzi, forse come mai prima d`ora, sbaglia completamente i tempi comici e il ritmo interno alle sequenze. Ci troviamo infatti di fronte a una serie di brevi skecth spesso autoconclusivi e raramente necessari al racconto, oltre che a una comicità fumettistica e ingenua (Gassman che prende a cazzotti De Luigi ad esempio). La stessa tanto strombazzata partecipazione straordinaria di Silvio Orlando risulta alla fine fastidiosa, perchè si costringe l`attore napoletano a recitare in modo isterico, privo com`è il suo personaggio di una seppur minima profondità . Tutti i ruoli finiscono per essere delle macchiette balzane e forse involontariamente surreali. Si salvano da un lato De Luigi che fa il suo solito mestiere, recitando “macchiettisticamente” sopra le righe, e dall`altro la Gerini e Flavio Insinna, gli unici capaci di dare un briciolo di spessore ai loro personaggi.

Ci si chiede dove sia l`osservazione dei vizi italici in una commedia siffatta e ci si domanda che senso abbia questa operazione. La stessa serialità dei film natalizi è più giustificata perchè si regge su un preciso brand e allo stesso tempo sa mostrare un po` di cattiveria degli italiani che vanno a “bruciare” la loro volgarità all`estero. Ma se “Ex” cerca di costruire il brand del film di San Valentino, lo fa sbagliando in tutte le direzioni, dal romanticismo (che o non c`è o è strombazzato alla Moccia) all`odio tra coppie scoppiate, che alzano la voce senza mai dire nulla (e, in tal senso, sono paradigmatici i futili e insistiti battibecchi tra Salemme e Brilli).Quel che sorprende di più è poi la presunzione di voler in qualche modo riunire tutte le declinazioni possibili della commedia italiana dagli anni Ottanta a oggi, passando, oltre che per la napoletanità di Salemme, per un personaggio secondario affidato a Montesano, per una apparizione del natalizio Enzo Salvi e per una comparsata del morettiano Fabio Traversa. Ma “Ex” è tutt`altro che una summa della nostra commedia contemporanea; ne è piuttosto il simbolo dell`esaurimento forse definitivo.

Favicon scritto da Redazione il 19.02.2009 alle 12:58 in Blog, Rubriche
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