Falso specchio
10/02/09 – Lo scorso 4 febbraio si è inaugurata a Roma un`iniziativa promossa dall`Istituto Polacco in…
10/02/09 – Lo scorso 4 febbraio si è inaugurata a Roma un`iniziativa promossa dall`Istituto Polacco in collaborazione con il Nuovo Cinema Aquila. Si tratta d`una rassegna cinematografica che, con cadenza bimestrale, darà l`occasione di conoscere, vedere o rivedere tutto il cinema polacco prodotto intorno alla Seconda Guerra Mondiale. Il primo appuntamento della piccola ma preziosissima rassegna ha in cartellone un lungometraggio di ricostruzione finzionale sui primi passi di quello che fu il più grande evento bellico del secolo scorso (“Westerplatte”, di S. Rozewicz, 1967); a seguire, come si legge spesso nei programmi meno precisi, un lungometraggio documentario scritto e diretto da Marcel Lozinski muovendo dall`idea e dall`ispirazione di Andrzej Wajda. Il celebre regista polacco, ora in concorso alla Berlinale con il suo “Tatarak”, nel 2008 chiuse l`edizione del Festival con “Katyn”, film di finzione nelle sale italiane a partire da venerdì prossimo. Oggetto della pellicola, la strage politica compiuta subito dopo l’invasione della Polonia dalla polizia stalinista, che sterminò più di ventimila tra dirigenti d`industria, politici ed ecclesiastici polacchi, gettando i corpi proprio nella foresta di “Katyn”. Il documentario di Lozinski, prodotto a cavallo tra la fine degli anni `80 e il 1990, si occupa della stessa vicenda. Ma più che tentare un`indagine specificamente storiografica, il regista sembra interessato alla questione antropologica. La macchina da presa raccoglie i ricordi frammentari, le narrazioni emotive, i dettagli trascritti dai parenti delle vittime, mentre, sul treno in corsa, aspettano di raggiungere il luogo degli orrori.
Al riaffiorare del vecchio dolore, alle esplosioni di pianto, alla disperazione degli uomini e delle donne giunti nella tetra foresta, segue il confronto della figlia di una delle vittime con i testimoni che hanno visto e non si sono opposti: un vecchio, immobilizzato dalla paura, ancora incapace di pronunciare i nomi delle persone e dei luoghi; una vecchia, che alla violenza ha reagito con l`indifferenza; un membro dello stesso corpo di polizia responsabile di quei segreti delitti, che, sorridendo, sfacciatamente nega d`aver mai saputo nulla. L`ottimo film è l`occasione per notare giusto un paio di cose. Prima, la riscoperta d`un cinema ricco e con una storia nobile come quello polacco, soprattutto sul versante della sua produzione documentaria (vedere al proposito l`uscita in dvd dei film documentari di Kieslowski, insieme a molte altre iniziative, non solo editoriali). Secondo, la tendenza sempre più evidente del cinema documentario europeo di guardare al passato per comprendere il presente, dal film autobiografico a quello di rilettura della storia recente. à il caso, giusto per citare un titolo, dell`ultimo lungometraggio firmato dal nostrano Gianfranco Pannone, approdato finalmente alla sala proprio in questi giorni. “Il sol dell`avvenire” tenta uno sguardo ravvicinato sulla storia delle Brigate Rosse, ripercorrendo la via che negli anni settanta condusse un gruppo di giovani attivisti a passare dall`impegno politico alla lotta armata. A martedì prossimo.
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scritto da Redazione il 10.02.2009 alle 17:32 in



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