Falso specchio

24/02/09 – Gli Oscar sono ormai alle spalle. Il nostro film favorito, inevitabilmente l`herzogiano…

Falso specchio – Finalmente documentario
(Rubrica a cura di Silvio Grasselli)

falso-specchio-interno.jpg24/02/09 – Gli Oscar sono ormai alle spalle. Il nostro film favorito, inevitabilmente l`herzogiano “Encounters at the end of the world”, non ha vinto la statuetta per il miglior lungometraggio documentario, che invece è andata all`inglese “Man on wire”, già  visto all`ultimo Festival del Film di Roma. Ma non è che il popolo degli amanti del documentario si sia mai aspettato un gran che dagli Academy Awards. Prima che le statuette fossero consegnate, un altro grande festival aveva da poco esaurito la sua breve parabola. Alla Berlinale di quest`anno erano molti i documentari in palinsesto, non pochi degni di qualche attenzione. L`unico film rappresentante italiano al festival tedesco è stato un film documentario, nientemeno che il più nuovo recente lavoro del maestro Ermanno Olmi, che per l`ultima fase del suo percorso di cineasta ha deciso – dichiarandolo pubblicamente in occasione dell`uscita di “Centochiodi” – di dedicarsi esclusivamente al documentario. Olmi, nato al mestiere del cinema da documentarista industriale, ha percorso tutta la sua vita di cineasta intrecciando spesso il cinema di non-fiction alla finzione più astratta; da una parte “Lungo il fiume” (1992) cine-poema che dalle immagini del fiume Po trae spunto per comporre un inno evangelico sulla vita, la morte e la rinascita (usando una parafrasi del vangelo di Giovanni e la musica di Hà¤ndel), dall`altra “Il mestiere delle armi” sottovalutato capolavoro del miglior cinema d`ogni tempo che, lontano dall`essere semplice film in costume, intesse una raffinatissima tela visiva, densa e stratificata, multiforme e impareggiabilmente ricca.

Poche immagini dell`ultima fatica di Olmi, “Terra Madre”, sono passate sugli schermi televisivi nel corso di una delle ultime puntate di Che tempo che fa, il programma di Fabio Fazio. Non sappiamo che tipo di film effettivamente sia, se in esso Olmi sperimenti nuovi stilemi, nuove pratiche, nuovi approcci. Quel che ci è sembra – dopo questo piccolo assaggio – è che in “Terra Madre” Olmi possa aver fuso i due sguardi documentari dei suoi due migliori film di non fiction: il mirabile occhio che in “Milano `83” coglieva non solo le forme e i suoni della natura, ma pure i gli oggetti, i corpi, le voci e i rumori nella grande metropoli del tempo contemporaneo, e la poetica ma esatta contemplazione del già  citato “Lungo il fiume”. L`attesa sarà  dolce, perchè l`uscita del film nelle sale è già  stata annunciata per il prossimo maggio. A martedì prossimo.

Favicon scritto da Redazione il 24.02.2009 alle 17:00 in Blog, Rubriche
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