Lessinia: vivere il territorio

23/08/09-“Ci sono film che ci spiegano il perchè di alcune cose e ci mettono dentro ad una realtà  che …

“Terra Madre” di Ermanno Olmi, “Prezzemolo” di Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino, “Holzschnitzer” di Josef Schwelllensatt e “Ptici Bozil” di Kristina Grozeva.

(Dalla nostra inviata Giovanna Barreca)

23/08/09-“Ci sono film che ci spiegano il perchè di alcune cose e ci mettono dentro ad una realtà  che conosciamo ma non capiamo. Ci sono storie che ci aiutano a capire il nostro rapporto con la terra e gli esseri viventi che la abitano.
terramadregrande Questo film racconta i volti, le mani di gente che arriva da tutto il mondo (al forum “Terra Madre 2008” si ritrovarono 1202 comunità  per un totale di migliaia di delegati provenienti da 129 paesi), il rapporto del vivere con il territorio”. Con queste parole, nel pomeriggio di oggi, il direttore artistico Alessandro Anderloni, presenta “Terra madre”, film girato a più mani che aveva come guida Ermanno Olmi. A fine proiezione diversi protagonisti del film, Mario Brenta, regista e coordinatore delle riprese al forum di Torino, Franco Piavoli, creatore del poetico capitolo “L`orto di Flora” e il suo `contadino` Primo Gaburri (presenta anche la piccola Flora), hanno risposto e lasciato spazio a diverse considerazioni sul film (sul sito troverete una lunga intervista a Franco Piavoli) arrivando alla conclusione che il seme che ha voluto piantare il lungometraggio è quello della pratica dell`economia locale che è l`unica in perfetta armonia con la natura “di questa terra che ci porta tutti – conclude Piavoli – l`unico che può preservare la proprietà  della terra e dei semi che se non siamo più in grado di riconoscere, andranno persi per sempre”.

Poi anche il film festival della Lessinia, in un certo modo conclude oggi il suo personale omaggio ai cent`anni dall`avvento del sonoro: dalla serata di pre-festival con le sperimentazioni sonore e visive degli Ancher che ci avevano portato con loro in un viaggio con immagini, suoni in presa diretta dalla città  alla montagna e testi surreali, eravamo passati ieri all`accompagnamento musicale ad “Heidi of the alps” grazie alla fisarmonica di Igino Magiotto che anche questa sera, ha accompagnato dal vivo un rarissimo cortometraggio “Littorali della neve e del ghiaccio. XV dell`era fascista” del 1920 che presenta in tutte le sue inquadrature volutamente `schematiche` come, utilizzando gli sport invernali il fascismo preannunciava tutte le aberrazioni che avrebbero caratterizzato il ventennio della dittatura di Mussolini.

prezzpiazzagrandeIl concorso internazionale che questa sera ha visto il ritorno in Lessinia di due amici del festival, i registi Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino (domani la regista nella sezione altre montagne presenterà  “Unaza fort”) che, dopo vent`anni di `corteggiamento` e grazie a un evento importante come un pellegrinaggio, sono riusciti a raccontare attraverso il mezzo filmico, Mario Collino, in arte “Prezzemolo” che nelle piazze piemontesi prima e poi in quelle di tutto il mondo, porta da anni i giocattoli di una volta riuscendo a far rivivere tutta la sapienza popolare di un tempo, accompagnando l`illustrazione del funzionamento dei giochi con modi di dire, filastrocche, suoni e storie. E avendolo visto all`opera durante il pomeriggio di oggi, e a grande richiesta in quello di domani, non vi nascondiamo l`affascinazione che arriva a grandi e piccoli, e che le immagini girate dai suoi due conterranei riescono a far arrivare; dà  vita a dei giochi, senza pile e senza corente elettrica, che non riproduce e non vende perchè “se proverete a copiarmi, imparerete di più anche perchè per fortuna le tradizioni non si possono brevettare!” precisa quest`uomo gentile.
“L`abbiamo visto venti anni fa` in una trasmissione televisiva svizzera ma lo conoscevamo solo attraverso la sua opera perchè lui gioca e propone i suoi giocattoli – racconta Marzia – ma noi volevamo trovare il modo giusto per raccontare anche il Prezzemolo più intimo, la semplicità  del suo cuore che lo porta ancora a divertirsi senza la volontà  di arricchirsi”. Questa sua parte è uscita prepotentemente sui tornanti che dai 670 metri portano ai 2030 del santuario di Sant`Anna di Vinadio. Camminando si è creata una commistione tra fatica e pensieri che ha lasciato spazio a tante cose: “sei quasi come in trans ed è uscito il lato b di Mario che è quello legato alla fede e al valore che l`amicizia ha avuto nella sua vita”.
Quattordici ore, un`intera notte per 68 km che, alternandosi, Marzia e Sandro hanno percorso su un carretto spinto da una bicicletta: “perchè per riprendere il marciare di Mario non potevano esserci ingerenze meccaniche”.
E` il ritratto intimo e vero di un uomo intriso di saggezza popolare che ha scoperto che se non si gioca un pochetto tutti i giorni non si resta bambini e quindi non si può ascirare al regno dei cieli e che “ogni cosa sta al suo posto se c`è un posto per ogni cosa”.

holzschnitzergrande1Altra storia di grande semplicità  e di religiosità  che va ricercata nel rapporto con la terra e i suoi doni, nel doc “Holzschnitzer in Tirol” di Josep Schwellensatti in prima nazionale al film.
Il regista tedesco si appassionò al lavoro di 3 diversi intagliatori perchè un giorno vide in un bar del piccolo villaggio di Lasa, in Val Venosta, delle particolari opere in legno. Gli raccontarono che riproducevano la gente del paese: “Mi sembrava che fossero le fotografie, il calendario del paese”. Volle conoscerne il creatore e si ritrovò al cospetto del pensionato Martl Strimmer, che per fuggire alla noia dell`inverno, aveva iniziato questa attività . Martl non si limita ad intagliare personaggi ma raccontava vere e proprie storie reali, come precisa l`uomo più volte nel doc: storie di viandanti, di galline vecchie barattate con galline nuove, per arrivare alla solenne rappresentazione (lunga 80 metri) della processione del giorno dell`Assunta.
“Il film lo ha anche aiutato a collocarsi – precisa il regista – a capire il valore del suo impegno e la stima che le sue opere d`arte suscitano in tutti quelli che le possono ammirare”. Altri cronisti delle realtà  di montagna sono gli intagliatori Jakob Bachmeiner, austriaco e Pius Unterkircher di Pusteria che raccontano, con l`uso del legno, solo gli animali che allevano e che il regista ha voluto presentare per fornire un ritratto “della grazia del mondo contadino che questi uomini portano nel cuore”.

La serata si conclude con una favola che abbiamo apprezzato per la sua straordinaria capacità  di sintesi, spesso rara nel lavoro di giovani autori. La regista bulgara Kristina Grozeva, in “Ptici Bozii” in trenta minuti divertenti e ironici ci porta nel mondo di un`anziana `Alice nel paese degli orrori`: Milly una turista inglese un po` svanita si perde nel bosco tra le montagne bulgare e cade. Viene soccorsa da Micheto che vive con l`arcigna matrigna dal carattere aspro. Quando Milly si risveglia si ritrova in un albergo con un pessimo servizio”, così definisce la casa delle donne, ma riusce, nonostante le difficoltà  linguistiche, culturali e personali ad instaurare una vera amicizia con Michelo e a regalarle il suo `sogno`.

Favicon scritto da Redazione il 24.08.2009 alle 14:07 in Blog, Festival
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03/02/2012 18:02

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