Il primo respiro

13/02/09 – “Il primo respiro” è un film aurorale. Lo sguardo si lascia catturare da quel gesto millenario che…

primo-respiro.jpg13/02/09 – “Il primo respiro” è un film aurorale. Lo sguardo si lascia catturare da quel gesto millenario che è la nascita e ne deduce che ancora qualche speranza è possibile per un mondo di guerra, di fame e di morte. La scelta del regista Gilles De Mastre, è singolare e, almeno all`inizio, perturbante. Infatti si propone di registrare le nascite di bambini in più parti del mondo, in posti diversissimi tra loro. Lo sguardo è quello dell`antropologo e lo stile è documentaristico. Il film ripercorre la storia di donne diversissime per razza, tradizioni e scelte. Esse vengono colte nella loro intimità , nei preparativi di quella che è una delle esperienze più importanti di una donna: la maternità . Ma oggetto dell`attenzione del regista è anche il rapporto della donna con il proprio corpo con il cambiamento che la gravidanza produce e con il dolore che precede il parto. Si tratta di un film forse troppo lungo dove si indugia in maniera eccessiva su di uno stesso tema. Il regista non consente nessuno spazio alla fantasia, lasciandosi in maniera eccessiva condizionare da un tema che per le proporzioni e la sostanza rischia di essere eccessivamente ecumenico.

Viene da chiederci se un`opera del genere sia sufficientemente cinematografica o non piuttosto adatta a un canale televisivo, a un pubblico più domestico, senza appetiti sofisticati. E` singolare che De Mastre abbia lasciato che tutto accadesse nella data del 29 marzo 2005. Quel giorno si verificò un`eclisse di sole visibile in buona parte del mondo. Mentre il sole si oscurava le donne davano alla luce i loro bambini. Donne eterogenee per razza, tradizione, scelta di modi per partorire. Lo sguardo del regista si posa così sulle sabbie calde del Tuareg, nella tundra siberiana, tra le terre selvagge dei Masai e dentro i locali notturni di Parigi, vaga dal Gange al moderno Giappone: in ogni angolo della terra si consuma e si ripete questo gesto della nascita. Alla fine si ha l`impressione che il film perda in scioltezza, la poesia che alita dietro molte scene si trasformi in noia. Il grande omaggio alla maternità – questo filo invisibile che dovrebbe unire un mondo diviso e incanaglito – rischia di diventare una fiacca metafora di una umanità redenta o da redimere. Insomma uno spot sul fare più figli? Non so se approverebbero quelle famigliole oggi stritolate dai mutui, dalla crisi e da un futuro tutt`altro che roseo.

(LIA COLUCCI)



Titolo originale: Le premier cri
Francia, 2007
Regia: Gilles de Maistre
100′
Docu-fiction
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 13 febbraio 2009

Favicon scritto da Redazione il 13.02.2009 alle 09:00 in Blog, Recensioni
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