L’amante inglese
05/03/10 – L’amor fou è senz’altro una costante del cinema e della cultura francese, lo dimostra…

Melò Fou
05/03/10 – L’amor fou è senz’altro una costante del cinema e della cultura francese, lo dimostra anche l’ultimo film di Cedric Khan, “Les regrets”, in cui il tema veniva però affrontato sotto un certo grado di esasperazione e di grottesco. Ne “L’amante inglese” invece non vi è spazio per l’ironia; tutto il decorso di questo amore-malattia è deformato da uno sguardo melodrammatico. Quel che però stupisce, per certi versi, è l’idea che i due protagonisti dell’amore non siano francesi: Kristin Scott-Thomas, come da titolo italiano, interpreta il ruolo di una donna inglese che ha lasciato da anni la terra natia, mentre Sergi Lopez è un operaio catalano costretto per lavoro a fare la spola tra la Spagna e la Francia. Dunque i due sono naturalmente estranei al contesto in cui si trovano a vivere e in conseguenza del quale potranno concepire da subito un sentire comune. Che poi se ne vogliano trarre delle conclusioni in proposito e cioè che da “L’amante inglese” (in originale “Partir”, più semplice e più esplicito) emerga una critica alla società francese, è tutto dire e forse non interessava così tanto all’autrice. Ma nella prima parte la nascita stessa dell’amore risulta meccanica e sbrigativa e perciò vale solo da premessa per il cuore del film, che è la contrapposizione tra amore e potere-denaro.
Niente di nuovo naturalmente e la Corsini lo dichiara sin nelle scelte musicali, che optano per il recupero di alcune tracce memorabili di diversi memorabili film di Truffaut (“Finalmente domenica”, “La signora della porta accanto”, “La mia droga si chiama Julie”); c’est à dire che “L’amante inglese” si pone apertamente come recupero, come maniera, come riscrittura. E infatti il film della Corsini è un melodramma freddo, tutto di “testa”, che riesce ad animarsi solo quando il dramma diventa concreto, quando cioè i due amanti finiscono così ai margini da essere costretti a umiliarsi in un lavoro stagionale e da ritrovarsi in una stazione di servizio senza poter pagare la benzina (la scena migliore del film). All’improvviso veniamo catapultati in un mondo in cui il vivere nel sogno (l’amore) viene necessariamente messo all’angolo rispetto al sopravvivere; ed è in effetti, in un pianeta tempestato dalla crisi economica, l’unico contributo interessante che la Corsini riesca a dare alla contemporaneità.
(ALESSANDRO ANIBALLI)
Titolo originale: Partir
Produzione: Francia 2009
Regia: Catherine Corsini
Cast: Kristin Scott Thomas, Sergi López, Yvan Attal, Bernard Blancan, Aladin Reibel
Durata: 85′
Genere: drammatico
Distribuzione: Teodora Film
Data di uscita: 5 marzo 2010
Guarda il trailer:
Tags:Aladin Reibel, amor fou, Bernard Blancan, Catherine Corsini, Cedric Khan, Finalmente domenica, Kristin Scott-Thomas, L’amante inglese, La mia droga si chiama Julie, La signora della porta accanto, Les regrets, Sergi Lopez, Teodora Film, Truffaut, Yvan Attal
scritto da Redazione il 05.03.2010 alle 03:17 in Blog, Interviste, Podcast, Recensioni
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