Sguardi sonori
25/02/09 – Già l`anno scorso ci si era trovati a parlare di Alexandre Desplat, in occasione della…
Sguardi sonori – Il curioso caso di Benjamin Button
Melodie lineari in un film al contrario
(Rubrica a cura di Emanuele Rauco)

25/02/09 – Già l`anno scorso ci si era trovati a parlare di Alexandre Desplat, in occasione della bellissima colonna sonora di Lussuria, intenso film di Ang Lee; a quasi un anno di distanza abbiamo la conferma del talento di questo compositore parigino, così abile nel mescolare l`hollywoodiana ricerca del tema con una più sapiente tessitura musicale. L`occasione per tornare a celebrarne il talento è l`uscita e il successo del nuovo film di David Fincher, l`ottimo <em>Il Curioso Caso di Benjamin Button, l`appassionante storia di un uomo nato vecchio e che ringiovanisce con gli anni che si avvale della delicatezza di tocco e della profondità di Desplat per commentarne l`aura magica e romanticamente malinconica. La partitura del musicista lavora prevalentemente sui toni, sulle atmosfere, giocando quasi di sponda col lavoro fotografico di Claudio Mirando (caldo e avvolgente) per restituire la meraviglia fiabesca della storia e delle sue novelle: proprio come il film, in cui le storie di una vita straordinaria si susseguono inseguendo i ricordi del diario, così le note di Desplat costruiscono bozzetti, piccoli ritratti, aneddoti oppure più ampie narrazioni, basate sul piano, ma anche su un uso complice degli archi, che invadono gentilmente la pellicola, fino a diventarne il perfetto tappeto narrativo.
L`apertura con Postcards, tutta giocata su magnifici unisoni di piano e violini nella definizione del tema principale, apre la strada a composizioni sempre più ariose e avvincenti, mai enfatiche, che seguono quasi l`ambientazione degli episodi, ma soprattutto la loro componente emotiva: il sogno notturno di Meeting Daisy, l`andamento largo e quasi sussurrato di Love in Murmansk, la malinconia di The Hummingbird o la commozione genuina di Sunrise on Pontchartrain. Da qui, indicativamente col declino di Mr.Button, declina la vita di Benjamin e le atmosfere dello score, sempre più intimista, a chiudersi, come una vita in cui, la regressione all`infanzia impedisce la condivisione: The Accident, coi suoi accelerati al limite del grottesco, Some Things You Never Forget, quasi debussyana, e Dying Away che si spegne nella serenità quasi jazz – per solo piano – di Benjamin e Daisy. Una grande partitura, candidata al Golden Globes e all`Oscar, che accompagna un film accusato da qualcuno di freddezza estetica e fin troppa programmazione, ma che riesce a superare i propri schemi e limiti e a lasciarsi andare, usando le note, e la poesia di un pianoforte (centrale anche nella definizione del personaggio) come tappeto su cui librarsi in questa sorta di contemporanea raccolta di fiabe.
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scritto da Redazione il 25.02.2009 alle 09:20 in



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