Via Volonté numero 9
09/06/10 – E’ uscito da poco per Fandango il cofanetto Libro+Dvd dedicato a “Via Volonté numero…
09/06/10 – E’ uscito da poco per Fandango il cofanetto Libro+Dvd dedicato a Via Volonté numero 9, documentario sul dramma dell’emergenza abitativa nei nuovi quartieri dormitorio della periferia romana. Prodotto dalla stessa Fandango, il film è stato ideato dall’attore Rolando Ravello e dal giornalista Emilio Marrese, per la regia di Lorenzo Scurati. Il titolo deriva dall’indirizzo dello stabile occupato nellla zona Nord Est della Capitale, dove hanno trovato rifugio tante famiglie normali gravate dal peso di una nuova povertà.
Tags:cofanetto Libro+Dvd, documentario, emergenza abitativa, Emilio Marrese, Fandango, Lorenzo Scurati, occuapzione, Rolando Ravello, Via Volonté numero 9
scritto da Redazione il 09.06.2010 alle 11:58 in Blog, Festival, Interviste, Podcast
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Gli anziani che non hanno la casa ew che stavano in lista d’attesa ringraziano.
Caro lettore, ringraziano per cosa? Lo stabile occupato in questione non fa parte di nessun piano abitativo o di edilizia pubblica, perché alla costruzione del nuovo immenso quartiere di cui si parla, non è corrisposta alcuna politica per arginare l’emergenza casa. Uno degli scopi del documentario è proprio denunciare la latitanza delle istituzioni locali, per cui – almeno dal mio punto di vista – penso che se c’è qualcuno che deve ringraziare gli autori, è proprio chi è in lista d’attesa per avere un tetto sopra la testa.
Grazie comunque del commento,
Laura Croce
Cara laura, prima di scrivere bisogna saperle le cose. Quella palazzina fa parte del piano di zona 167 denominato Casale Nei ed è di proprietà di una cooperativa edilizia.
L’intervento è stato finanziato ai sensi della legge 179792 Art. 4 destinato a particolari categorie sociali e nel particolare agli anziani che sono in pensione, hanno più di 65 anni e hanno un reddito da pensione non superiore ai 20.000,00 €. La quota di affitto prevista si aggirava intorno ai 300,00 € e serviva per pagare le rate di mutuo privato acceso. Ora oltre a non npoter pagare il mutuo, la cooperativa non sa cosa dire agli anziani che erano in lista di attesa dal 2004!!!! Se volete avere delle indicazioni da chi sta a casa dei figli 15 giorni da una parte e 15 giorni da un’altra perchè è anziana, è stata sfrattata e non ha i soldi per pagare un affitto, ve li faccio avere. Non so gli occupanti tutti, ma chi ha organizzato l’occupazione sapeva benissimo a cosa serviva la palazzina e di chi era; non credo sia giusto far trovare in condizioni economiche disastrate una cooperativa edilizia solo per mantenere un punto ideologico. Qunado volete altre delucidazioni, sono a vostra disposizione.
Il Presidente CDA Coop. Ed. Urania 2000
Questo mi sembra già un commento più completo e utile. Non sapevo della contesa, ma solo di quanto riportato nelle note di produzione del documentario, che trascrivo:
“La palazzina, nella periferia nord di Roma a Casale Nei, è poco distante dal centro commerciale della Bufalotta intorno al quale si sta ancora costruendo un altro pezzo di città. L’edificio, composto da diciotto appartamenti, è stato costruito da una cooperativa edilizia che nel lontano marzo ’98 ricevette a tale scopo un finanziamento della Regione Lazio (delibera della giunta regionale 24/3/1998 n.986) di tre miliardi e 60 milioni di lire, circa un milione e mezzo di euro, perché le abitazioni erano destinate ad anziani over 65 con un reddito annuo sotto i 20 mila euro. Gli occupanti sostengono che la palazzina al momento dell’occupazione fosse pronta, ma vuota, da ormai un paio di anni e che non vi fosse ancora una lista di anziani in attesa, adombrando qualche irregolarità.”
Mi sembra che la situazione sia più complessa di quanto immaginassi e la ringrazio per il suo contributo delucidatorio, che completa il punto di vista del documentario. Continuo comunque a pensare che parlare dell’emergenza casa anche al cinema sia un modo per portare il problema agli occhi dell’opinione pubblica, e non per perorare la causa di alcune perosne in difficioltà piuttosto che quella di altre.
caro presidente della cooperativa proprietaria della palazzina OCCUPATA di VIA volontè,
sapete bene che gli anziaani in svantaggio econimico non li avete presi da nessuna lista comunale bensì un avostra lista privata
poi gli anziani che erano in lista li conosciamo anche noi di via volontè e sono disposti a testimoniare che l’affitto da voi richiesto era di 500 euro al mese piu condominio e spese
per questi anziani che non vengono da lista comunale come prassi, avete preso finanziamenti dalla regione lazio, che sapeva fosse di destinazione privata non ve li avrebbe dati, si parla di milioni di euro
poi alla palazzina vuota da due anni nonostante terminata c’era appeso un cartello (fotografato) dove c’era l’intestazione della vostra cooperativa e unn numero di telefono, abbiamo chiamato ed ora potrete vedere che nella vostra lista dal momento che abbiamo accettato di pagare ci sono anche dei nomi inventati
poi il piano di cui parlate voi NON dite che su 1.200 ettari di TERRENO DEMANIO PUBBLICO NON è STATA FATTA NESSUNA DESTINAZIONE PUBBLICA
CARO DIRETTORE SE QUESTA PALAZZINA è DESTINATA A DELLE FASCE SVANTAGGIATE, GLI OCCUPANTI NE HANNO TUTTE LE CARTE IN REGOLA, DAL MOMENTO CHE OLTRE A GIOVANI FAMIGLIE CI SONO ANCHE GLI ANZIANI