63° Festival di Locarno

Prende il via la 63a edizione del Festival di Locarno, in programma nella località svizzera fino al 14 agosto 2010. Quest’anno le diverse sezioni del Festival sono legate da un tratto comune: la giovane età dei cineasti, siano essi esponenti della nuova generazione di autori del cinema internazionale o debuttanti alla loro opera prima, prova [...]

Prende il via la 63a edizione del Festival di Locarno, in programma nella località svizzera fino al 14 agosto 2010. Quest’anno le diverse sezioni del Festival sono legate da un tratto comune: la giovane età dei cineasti, siano essi esponenti della nuova generazione di autori del cinema internazionale o debuttanti alla loro opera prima, prova della vitalità della creazione cinematografica e della curiosità del Festival per tutti i generi e tutte le forme di produzione più indipendenti. Un’effervescenza che si manifesta in una ventina di opere prime, presenti trasversalmente in tutte le sezioni, dal film poliziesco al cinema sperimentale, dal documentario all’animazione, passando per il cinema fantasy e fantascientifico fino alla commedia e al melodramma.

LOC63_F4_rgbIl programma può vantare una cinquantina di prime mondiali, e una rappresentazione geografica molto variegata, che propone un giro del mondo cinematografico dove spiccano una forte presenza rumena, pellicole provenienti dai Balcani, dai paesi scandinavi, dall’America del Nord e del Sud, dall’Asia. Il Concorso internazionale propone una ventina di lungometraggi provenienti da tutto il mondo, in prima mondiale o internazionale. Una programmazione che consente di onorare il debutto di giovani autori neofiti e di accogliere allo stesso tempo registi affermati quali Christophe Honoré (Homme au bain, Francia), Bruce LaBruce (LA.Zombie, Germania, Stati Uniti, Francia), per la prima volta in concorso a Locarno, o Denis Côté (Curling, Canada), un habitué del Festival, vincitore del Pardo per la Migliore Regia nel 2008. La giovane attrice e cineasta francese Isild Le Besco verrà a presentare il suo terzo lungometraggio Bas-fonds. E completeranno la selezione con opere forti e originali, fra gli altri, Pia Marais (Im Alter von Ellen, con Jeanne Balibar), Oleg Novkovic (White White World), Aaron Katz (Cold Weather), Daniele Gaglianone (Pietro), Li Hongqi (Winter Vacation, il cui progetto fu presentato l’anno scorso nel laboratorio di coproduzione Open Doors), o Benedek Fliegauf (Womb, con Eva Green), già Pardo d’oro Cineasti del presente nel 2007. Il Concorso internazionale presenterà inoltre alcune opere prime provenienti dalla Romania (Morgen di Marian Crisan, Periferic di Bogdan Apetri) e dal Belgio (Beyond the Steppes di Vanja d’Alcantara). E d‘ora in poi la selezione proporrà anche documentari, come quest’anno il monumentale – per durata ma soprattutto per forza emotiva e politica – Karamay di Xu Xin (Cina).

Il Concorso Cineasti del presente mostra primi e secondi lungometraggi, fiction e documentari. Rappresenta un trampolino di lancio internazionale per i nuovi cineasti, che talvolta sono stati notati grazie ai loro cortometraggi. È la sezione della scoperta, della sorpresa e della rivelazione, vero e proprio laboratorio del cinema di oggi e forse di domani, segno di vitalità e diversità della creazione cinematografica. Da notare la contiguità di alcuni film con altre forme di espressione artistica come l’essai (La vida sublime), la musica (Ivory Tower, con Gonzales) e la videoinstallazione (September 12). Altri film, come Memory Lane di Mikhaël Hers o Pulsar di Alex Stockman, danno prova della grande maestria con cui alcuni giovani registi sanno esprimersi sin dal loro primo o secondo lungometraggio. Corollario ai due concorsi principali, la sezione Fuori concorso propone film recenti, principalmente cortometraggi, saggi cinematografici, documentari, opere collettive, e gli ultimi lavori di grandi cineasti come Jean-Marie Straub, Luc Moullet, Franco Maresco, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. Opera imponente per durata e ambizione, il ciclo documentario
Mafrouza di Emmanuelle Demoris sarà mostrato integralmente per la prima volta fuori concorso, mentre il relativo quinto e ultimo capitolo parteciperà al Concorso Cineasti del presente. Altri grandi registi il cui percorso ha incrociato quello del Festival, come Michel Soutter o Corso Salani, scomparso recentemente, troveranno spazio nei Programmi speciali. Questa sezione proporrà inoltre le copie restaurate di film rari e importanti della storia del cinema come O Bandido da Luz Vermelha di Rogério Sganzerla (1968), opera fondamentale del cinema novo brasiliano, il cui seguito Luz nas Trevas – A Volta do Bandido da Luz Vermelha sarà presentato in
prima mondiale nel Concorso internazionale, e Ich will doch nur, daß ihr mich liebt di Rainer Werner Fassbinder (1976), capolavoro realizzato per la televisione tedesca.
La Piazza Grande è il luogo emblematico del Festival di Locarno che permette di allargare la selezione a film più spiccatamente riservati al grande pubblico. Abbiamo scelto di mostrare in questa cornice eccezionale film d’autore a vocazione popolare, opere dallo stile, genere e tema molto diversi capaci di emozionare e sorprendere l’immensa platea di Piazza Grande, che accoglie ogni sera fino a 8 mila spettatori: tra queste Cyrus di Jay e Mark Duplass, commedia americana con John C. Reilly, Jonah Hill e Marisa Tomei, L’Avocat di Cédric Anger, film poliziesco francese con Benoît Magimel e Gilbert Melki, Das Letzte Schweigen di Baran bo Odar, impressionante thriller tedesco – un’opera prima, e The Ugly Duckling, magnifico primo lungometraggio di animazione del maestro russo Garri Bardine. I titoli della seconda serata, in
tutto cinque, saranno particolarmente innovativi e sorprendenti, come Rammbock, film fantastico tedesco di Marvin Kren, altra opera prima. E nell’ambito della retrospettiva dedicata a Ernst Lubitsch sarà proiettata in Piazza una nuova copia di To Be or Not to Be, grande classico del maestro della commedia.

Locarno, oltre a scoprire le opere più ricche di stimoli del cinema contemporaneo, offre uno spazio privilegiato a omaggi e retrospettive, per dare vita e risalto alla storia del cinema. La grande retrospettiva dedicata a Ernst Lubitsch in questa edizione offrirà agli spettatori la possibilità di (ri)scoprire in 35mm tutti i film conservati sino ad oggi di uno dei più grandi cineasti della storia, nemico della noia e della malinconia, inventore del celebre e intramontabile «Lubitsch Touch» o «tocco alla Lubitsch», e riferimento assoluto per tutti gli autori di commedie. Avere Lubitsch a Locarno significa ravvivare il piacere e l’amore per il cinema e offrire nuove chiavi di lettura per l’opera di un regista fondamentale: oltre alla tradizionale tavola rotonda, le presentazioni dei film saranno a cura dello storico e critico americano Joseph McBride, coadiuvato da cineasti e critici «lubitschiani» appartenenti a diverse generazioni come Luc Moullet, Jean Douchet, Pierre Rissient, Lionel Baier, Daniele
Gaglianone, Benoît Jacquot. Nicola Lubitsch, figlia del regista, onorerà il Festival con la sua presenza, in occasione di una serata in Piazza Grande che si preannuncia memorabile.

I Premi speciali e gli omaggi resi alle diverse personalità del cinema internazionale saranno inoltre motivo di proiezioni speciali e incontri con il pubblico di Locarno. L’Excellence Award Moët&Chandon sarà consegnato alla bella e brava Chiara Mastroianni. La giovane attrice franco-italiana, figlia d’arte di Catherine Deneuve e Marcello Mastroianni, ha lavorato con alcuni grandi maestri del cinema contemporaneo come Robert Altman, Raul Ruiz, André Téchiné, Manoel de Oliveira (che le offrì il suo primo grande ruolo in La Lettera, geniale adattamento moderno de La Princesse de Clèves). L’attrice è diventata la musa ispiratrice di tutta una generazione di giovani attori francesi (Arnaud Desplechin, Xavier Beauvois, Christophe Honoré, Sophie Fillières…) pur continuando la sua carriera internazionale, soprattutto in Italia e negli Stati Uniti. Il Festival attribuirà quest’anno due Pardi d’onore Swisscom, riconoscimento supremo che premia l’opera di un grande cineasta. I premiati sono lo svizzero Alain Tanner per la sua filmografia costellata da capolavori del cinema moderno, da Charles mort ou vif a Dans la ville blanche, e il cinese JIA Zhang-ke, probabilmente una delle maggiori rivelazioni di questi ultimi vent’anni e uno dei più grandi registi in attività, autore di una decina di film, tra fiction e documentari, tra cui Platform, Still Life o The World. Il premio Raimondo Rezzonico per il Miglior produttore indipendente sarà attribuito all’israeliano Menahem Golan, regista, produttore, fondatore della società Cannon con il cugino Yoram Globus. Diviso tra Israele e Hollywood, Inghilterra e Italia, questo magnate avventuroso ha lasciato la sua impronta stravagante e «bigger than life» sugli anni Ottanta. In quegli anni ha prodotto una quantità di B-movie e film d’azione, ma anche i più grandi autori contemporanei come John Cassavetes (Love Streams – Scia d’amore), Robert Altman (Follia d’amore), Barbet Schroeder (Barfly), Andrei Konchalovski (A trenta secondi dalla fine) e persino Jean-Luc Godard (King Lear). Rientrato in Israele, Menahem Golan è ancora oggi un regista e un produttore rispettato e particolarmente prolifico, un vero appassionato di cinema e un vulcano di progetti.

In occasione della presentazione del suo nuovo film in Piazza Grande, Cyrus, il Festival di Locarno renderà omaggio all’attore americano John C. Reilly, figura emblematica del cinema indipendente statunitense dagli anni Novanta, associato ai primi tre film di Paul Thomas Anderson (Hard Eight, Boogie Nights – L’altra Hollywood e Magnolia), ma anche a Martin Scorsese (Gangs of New York, The Aviator). Nonostante abbia esordito in ruoli drammatici (la sua prima apparizione al cinema fu in Vittime di guerra di Brian De Palma), John C. Reilly si è ben presto rivelato uno degli attori comici più dotati e popolari della sua generazione, riportando
una serie di trionfi personali in numerosi show e serie televisive, e sul grande schermo in film prodotti da Judd Apatow (Walk Hard – La storia di Dewey Cox o Fratellastri a 40 anni). Altro importante omaggio sarà reso all’artista plastico Philippe Parreno, grande appassionato di cinema e autore di diversi cortometraggi realizzati nell’ambito di varie mostre – questi saranno mostrati insieme per la prima volta a Locarno, con il lungometraggio Zidane, un portrait du 21e siècle, co-realizzato con Douglas Gordon. Philippe Parreno presenterà in Piazza Grande le prime immagini di InvisibleBoy, il suo nuovo progetto cinematografico che
unisce riprese reali e animazione.

Favicon scritto da Redazione il 06.08.2010 alle 21:28

Ultimo Aggiornamento

10/02/2012 21:02

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