Il metodo tra miti e realtà

07/07/10 - "Il metodo tra miti e realtà": la storia dietro il Metodo Strasberg nel libro di Orietta Gianjorio...

“Il metodo tra miti e realtà”: la storia dietro il Metodo Strasberg nel libro di Orietta Gianjorio

il Metodo tra miti e realtà07/06/10 – La recitazione di un attore permette allo spettatore di immedesimarsi o no con i sentimenti espressi dal suo personaggio. Gli permette di sognare, di entrare ed uscire per interposta persona nel corpo di qualcun altro attraverso il corpo di un’altra persona ancora. Ed è quest’ultima a garantire la magia di tutto ciò. Il libro di Orietta Gianjorio analizza e mette in luce aspetti e dinamiche poco approfonditi del Metodo Strasberg sia perché negli anni adombrati da false informazioni circa le procedure e la veridicità del suo diffondersi sia per il fagocitamento di una stampa che ha sempre cercato di dipingerlo attraverso l’aura sfortunata di alcune celebrità che l’hanno abbracciato. Per molti è semplicemente il metodo di recitazione che ha formato Marlon Brando, Marilyn Monroe, Paul Newman, Al Pacino, Eva Marie Saint e tanti altri. Ma dietro queste notizie banali c’è molto di cui approfondire. Gianjorio racconta quello che gli americani definirebbero una “untold story” ovvero una storia mai raccontata. Aspetti ed espressioni di un metodo di recitazione che non nasce dal nulla o da chicchessia bensì da studi, visioni, riflessioni di un uomo dalla mente straordinaria come Lee Strasberg.

L’autrice, attraverso il racconto di quegli anni meravigliosi per lo sviluppo culturale e sociale, ma al tempo stesso bui per una politica cieca, mette in luce una figura leggendaria come quella di Strasberg per arrivare ad analizzare sia gli aspetti meramente storici riguardanti la nascita, le teorie e lo sviluppo stesso di questo approccio alla recitazione, che spiegare analiticamente alcuni degli esercizi principali a cui l’attore e l’aspirante tale deve sottoporsi. Il cosiddetto esercizio della sedia, della tazza del caffè, del sole, della pioggia sono solo alcuni di quelli che vengono spiegati. Tale approccio permette anche al lettore non esperto di poter capire in maniera semplice quali sono i percorsi e il punto focale di arrivo del training voluto da Strasberg.

La sua è una figura straordinaria, che prima di arrivare a fondare l’ormai mitizzato The Actors Studio non sarebbe arrivata da nessuna parte senza le influenze russe di Stanislavskij, Michail Čhechov, Maria Ouspenskaya e la sua collaborazione con The American Laboratory Theatre e in particolare del The Group Theatre, la prima compagnia teatrale ad addestrare gli attori attraverso un approccio di gruppo, che fondò nel 1931 insieme ad Harold Clurman e Cheryl Crawford e a cui parteciparono intellettuali, discepoli e futuri registi di fama mondiale come Robert Lewis, Sanford Meisner ed Elia Kazan, che forse più di ogni altro ha reso celebre il lavoro del suo mentore e allo stesso tempo ha causato la più grande falsa notizia di tutte: ovvero che il Metodo Strasberg fosse adatto solo per il cinema. Ma ad ogni teoria, approccio, visione che si rispetti nascono e si sviluppano delle controversie all’interno del proprio focolare per poi espandersi a studiosi, discepoli ecc. L’autrice cerca di sbrogliare il bandolo di questa complicata e confusa matassa grazie anche all’aiuto e alla collaborazione di attori come Anna Galiena, Michael Margotta e Francesca De Sapio, ormai fra gli ultimi testimoni a poter raccontare il lavoro del loro maestro dal vivo. Tutto questo lavoro per rendere viva e veritiera magari una semplice emozione. Sembra facile, ma per regalare la verità di un personaggio non basta saper stare sopra un palcoscenico e dietro una macchina da presa. È necessario dominarli e farli propri.

ERMINIO FISCHETTI

Orietta Gianjorio
“Il Metodo tra miti e realtà”
Edizioni Il Foglio
Maggio 2010
€ 18

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