Caníbal

Noir avvincente che, senza cedere il passo alla pornografia sanguinaria, manipola le definizioni, trasfigura il senso comune dei sentimenti e si infiltra nei meandri dell’animo umano e nei corridoi della coscienza cercando di sfatare il mito dell’Amore onnipotente.

Vandal

Il regista è bravo e delicato nel tratteggiare gli impercettibili, ma fondamentali cambiamenti d’umore di Chérif, sfruttando con efficacia l’energia vitale del protagonista.

Club Sandwich

Una divertente commedia esistenziale ambientata in un luogo quasi surreale, sospeso nel tempo e nello spazio, in cui le timidezze, le paure e le solitudini si amplificano e fluttuano nell’aria mosse dal potente turbinio di un ventilatore azionato alla massima velocità.

La ricerca di pace

Carmit Harash in Internazionale.doc al TFF, attraverso un diario di famiglia, ci racconta la tregua in un paese, Israele, in continuo stato di allerta. Girato in bianco e nero e in parte con una super 8.

La plaga

Una storia corale che narra, con rispetto e pudore, di marginalità e solitudini contemporanee ritraendo tutto il disorientamento e la voglia di ribellione scatenati dalla crisi economica.

Wrong Cops

Dupieux si dimostra bravissimo a mantenere alto l’interesse di una storia in cui non si intravede alcuna possibilità di redenzione per i suoi protagonisti, esagerando in più di una situazione, con un’irriverenza esilarante.

La bataille de Solférino

Il film della Triet trova la sua energia nella qualità dei dialoghi, logorroici, sfibranti, caotici e proprio per questo estremamente credibili e in uno stile registico essenziale e pulito che porta la macchina da presa in mezzo alle persone, là dove la storia si compie, ma anche in alto, quasi a cercare un’oggettività diversa, una distanza che non è freddezza.

La Sardegna di Casa Emmaus

Emmaus di Claudia Marelli in Italiana Doc al Torino Film Festival ci racconta, con una serie di sguardi contemplativi, scartando la frontalità e entrando anch’essa nella narrazione, la comunità terapeutica per le dipendenze e la dura quotidianità vissuta dai suoi ospiti.

Un Piavoli intimo per Casazza e Ferri

Claudio Casazza e Luca Ferri, in Italiana doc al Torino Film festival, ci regalano Habitat Piavoli, un racconto intenso e mai banale sul grande cineasta di Pianeta azzurro.

De Lillo torna a raccontare Merini

Al TFF la regista Antonietta De Lillo, ci racconta come ha ripreso i materiali preziosi girati del 1995 per presentare, come in un flusso fluido di parole, suoni e immagini la scrittrice Alda Merini in La pazza della porta accanto.

The Husband

Quella dell’autore canadese è un’opera in bilico tra dramma e commedia che riesce a far sorridere e riflettere e che tuttavia avrebbe meritato un epilogo più coraggioso e meno convenzionale.

Stop the Pounding Heart

Struggente documentario rurale che scava nelle profondità dell’animo umano osservandone le fragilità e i bisogni primordiali.

In bicicletta con Maya

In Molière in bicicletta di Le Guay, si utilizza il teatrale del Misantropo per raccontare una storia di vendetta, gelosia e frustrazioni con il tono leggero della commedia. Al Torino Film festival intervistiamo il regista, Lambert Wilson e la nostra Maya Sansa.

Western senza vincitori per Ed Harris

In After Hours, la sezione ‘notturna’ del Torino Film Festival, un western che indaga il tema della vendetta. Sweetwater dei fratelli Miller è una tragedia senza vincitori con uno straordinario Ed Harris e una bella scoperta: January Jones.

Karaoke Girl

Un’opera che mescola sapientemente il documentario puro con la finzione (la linea di confine è quasi impercettibile) per dar vita a un ritratto di ragazza sincero e appassionato sullo sfondo della Thailandia moderna.

Ida

Fotografata in uno splendido bianco e nero, “Ida” è un’opera dai toni molto sommessi che riesce a raccontare senza facili scorciatoie e insieme con grande rigore formale il percorso di maturazione di una giovane donna.

The Grand Seduction

Il film interpretato da Brendan Gleeson e Taylor Kitsch è il più classico dei feel good movie, che va gustato sequenza per sequenza, nella sua totale semplicità.

Il treno va a Mosca

A rendere particolare questo documentario è la capacità dei due autori di sovrapporre il proprio sguardo con quello del protagonista, Sauro Ravaglia, dando nuova vita al materiale raccolto.

A Woman and War

La guerra e soprattutto l’identificazione collettiva con l’Imperatore-dio ha creato nelle coscienze dei protagonisti (in particolare dei due personaggi maschili) una lacerazione così profonda da non poter essere più sanata.

Pelo Malo

Alla rappresentazione accurata di un ambiente sociale povero e degradato in cui si muovono i personaggi, non corrisponde la stessa attenzione nella “descrizione” del loro mondo interiore, quasi fossero denotati solo ed esclusivamente dalle loro azioni.