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Lasciati andare di Francesco Amato

Toni Servillo si mette in gioco (e in tuta) per una commedia insolita. Graziosa, ma rivedibile

Lasciati andare  di Francesco Amato, alla terza regia di un lungometraggio dopo Ma che ci faccio qui! e Cosimo e Nicole, è una commedia apparentemente insolita.

Psicanalista ebreo di ottima fama, Elia (Toni Servillo) si è reso talmente impermeabile alle emozioni scaricategli addosso dai suoi pazienti al punto di diventare un uomo fortemente annoiato e indifferente a qualsiasi cosa.

Tiene tutti a distanza di sicurezza, Elia, compresa l’ex moglie Giovanna (Carla Signoris) che vive nell’appartamento di fianco e con la quale ancora condivide il bucato e qualche serata all’Opera.

Costretto dal dottore ad iscriversi in palestra, il riluttante Elia si imbatte nella spagnola Claudia (Verónica Echegui), giovane personal trainer sopra le righe e senza alcun timore reverenziale, bravissima a trascinare nei suoi casini chiunque le capiti sotto tiro. Sarà la volta buona che, giocoforza, finirà anche lui per lasciarsi andare?

Lasciati andare di Francesco Amato punta forte sulla voglia di Servillo di mettersi in gioco per provare a dare una nuova versione di sé e, quasi a voler rendere questo esercizio ancor più veritiero, lo spinge a infinite corse per i parchi e i quartieri di Roma, costringendolo in tute che gridano vendetta e a sforzi fuori portata. Ma si sa, mens sana in corpore sano, e alla fine per sbloccare quella personalità così monolitica ogni mezzo è lecito…

Funziona la carica della comprimaria spagnola (già vista in Fortitude), un po’ meno la variazione finale con il galeotto (e balbuziente) Luca Marinelli. Insomma, il tentativo di fare qualcosa di diverso c’è. La resa è migliorabile.

Valerio Sammarco per cinematografo.it

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Favicon scritto da cinematografo.it il 12.04.2017 alle 00:00