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28° Torino Film Festival

Torino, 26 novembre - 4 dicembre 2010

Gianni Amelio presenta il 28° Torino Film Festival con i film di Eastwood, Carpenter e tanti altri

(Dal nostro inviato Alessandro Aniballi)

Ascolta le interviste a:

15/11/10 – In una mattinata segnata purtroppo dalla lugubre notizia della morte del produttore Dino De Laurentiis, si è tenuta l’undici novembre la conferenza stampa di presentazione del 28° Torino Film Festival. Erano presenti, naturalmente, il direttore Gianni Amelio, che conduce la rassegna torinese per il secondo anno consecutivo, il vice-direttore Emanuela Martini, i curatori delle varie sezioni, Davide Oberto (documentari internazionali, Italiana.doc, Italiana.corti e Spazio Torino), Massimo Causo (Onde), Stefano Francia di Celle (curatore della retrospettiva Vitalij Kanevskij) e Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema, ente promotore del festival stesso. Il programma è al solito ricchissimo e, se per il Concorso internazionale Amelio e la Martini si sono detti particolarmente entusiasti, non si può negare la superiore attrattiva del Fuori Concorso, il cui film di punta sarà Hereafter di Clint Eastwood, pellicola che è stata a lungo contesa tra i vari festival italiani. Se poi l’omaggio alla figura del cineasta Vitalij Kanevskij promette di suscitare interesse e se la retrospettiva su John Huston manterrà sicuramente ogni aspettativa per qualità e quantità della cinematografia di questa figura eccezionale del cinema americano, particolare attesa già ruota intorno a una solo apparentemente marginale sezione del Fuori Concorso, quel Rapporto Confidenziale che si occuperà di indagare lo stato di salute dell’horror contemporaneo e il cui film di cartello sarà nientemeno che The Ward di John Carpenter.

Si conferma poi l’importanza della selezione dei documentari italiani, anche perché Torino può far vanto di una tradizione consolidata in tal senso (la sezione compie l’undicesimo anno di vita) e, soprattutto, di una particolare attenzione ai meccanismi estetici del discorso documentaristico. In un festival che dunque cerca di unire la sperimentazione e la ricerca (in particolare con Onde, la sezione curata da Massimo Causo) con la tradizione del grande cinema americano non blockbuster (Eastwood e Carpenter per l’appunto, ma anche Philip Seymour Hoffman ed altri), si rinnovano poi gli incontri con alcuni maestri del cinema italiano (stavolta saranno Dario Argento, Saverio Costanzo, Carlo Mazzacurati, Daniele Luchetti e Carlo Verdone) cui è stato chiesto di scegliere un film che ha segnato la loro carriera e la loro iniziazione cinematografica. Una doverosa chiusura della conferenza stampa è stata dedicata agli omaggi di altri grandi scomparsi del cinema contemporaneo cui il festival dedicherà un ricordo, Claude Chabrol e Corso Salani.

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