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#RomaFF14-Cattaneo torna all’umorismo ma al femminile

Military Wives, non solo ha una straordinaria protagonista come Kristin Scott Thomas ma sa provocare sentimenti molto contrastanti e forti nello spettatore. La nostra intervista, in esclusiva, al regista Peter Cattaneo.

Intervista a cura di Peter Cattaneo a cura di Giovanna Barreca

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Peter Cattaneo ama girare film con gruppi di persone molto diversi tra di loro, anche se poi trova due (o più) leader che guidano la narrazione o sanno creare un conflitto, funzionale alla storia. La dinamica corale, le emozioni all’interno dei gruppi sono lo spazio dove ama far muovere, ogni volta con originalità, la sua macchina da presa.
Era così, per esempio, in Full Monty che è stato (e forse è ancor oggi) il suo film di maggior successo, era così in Lucky break ed è così per Militay wives, presentato alla Festa del cinema di Roma, alla presenza dell’autore.
Ai nostri microfoni Peter Cattaneo spiega il processo di ricerca e di documentazione che lo ha portato a scoprire la realtà dei cori di donne, mogli di militari, nati all’interno delle dinamiche delle basi militari. In tali luoghi le donne hanno la loro casa e vivono con i figli, in attesa che i mariti rientrino dalle zone di guerra dove vengono mandati a combattere.
Nati per alleggerire la tensione emotiva che queste donne sopportano ogni giorno, continuando a portare avanti le loro vite e le loro famiglie, i cori sono – con tempo – diventati una realtà molto apprezzata anche fuori dalle basi militari.
Nel film emergono i conflitti interiori di queste donne costrette ad aspettare (un’altra straordinaria interpretazione di Kristin Scott Thomas, affiancata da Sharon Horgane) e la musica, come accade spesso, ha il potere di far emergere le maggiori paure e tutti i sentimenti che spesso, restano intrappolati. Qui, come nei due film prima citati, la musica assumerà anche un valore salvifico perchè aiuterà queste donne ad ottenere anche una sorta di riscatto sociale attraverso un’esibizione pubblica.

L’autenticità, per chi anche in Italia potrà godersi il film in lingua originale, sottotitolato in italiano, sta anche nelle registrazioni d’ambiente – quindi un po’ sporche – del coro, come se davvero lo spettatore si ritrovasse in quella stessa stanza di casa o di caserma.

giovanna barreca

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