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La faida

Orso d'Argento al Festival di Berlino 2011, La faida ci immerge in un mondo medievale fatto di vendette, sangue e solitudine, riscattato solo dalle splendide inquadrature del mare.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: La faida

Trama: Nel nord dell’Albania, il giovane Nik vive spensierato in un mondo che, senza aver abbandonato la tradizione rurale e orale, si nutre però anche di tutti i comfort moderni come il web, i telefonini, i motorini che corrono veloci per la cittadina. Ma la placida esistenza di Nik, che sogna di aprire un internet cafè, della sorella Rudina, che aspira ad andare all’università, e dei loro due fratelli più piccoli è destinata a cambiare quando il padre è accusato di omicidio a causa di un banale pezzo di terra. A questo punto si scatena una faida annunciata che promette di finire in un lago di sangue.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale The Forgiveness of Blood
Regia: Joshua Marston
Sceneggiatura: Joshua Marston, Andamion Murataj
Fotografia: Rob Hardy
Montaggio Malcolm Jamieson
Musica: Leonardo Heiblum, Jacobo Lieberman
Cast: Tristan Halilaj (Nik), Sindi Lacej (Rudina), Refet Abazi, Ilire Vinca Celaj
Anno: 2011
Durata: 109′
Origine: Stati Uniti, Albania, Danimarca, Italia
Genere: drammatico
Produzione: Journeyman Pictures, Phoenix Film Investments
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: 29 agosto 2012

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Trailer originale
Recensionescritta da Lia Colucci

Presentato nel 2011 alla Berlinale, La faida, diretto dal regista americano Joshua Marston, è coprodotto, tra gli altri, dal nostro Domenico Procacci per Fandango. La pellicola, ambientata nel Nord dell’Albania, segue la vita spensierata di Nik in un mondo che, senza aver abbandonato la tradizione rurale e orale, si nutre però anche di tutti i comfort moderni come il web, i telefonini, i motorini che corrono veloci per la cittadina. Ma la placida esistenza di Nik, che sogna di aprire un Internet Cafè, della sorella Rudina, che sogna di andare all’università, e dei loro due fratelli più piccoli è destinata a cambiare quando il padre è accusato di omicidio a causa di un banale pezzo di terra. A questo punto si scatena una faida annunciata che promette di finire in un lago di sangue. Il padre scompare, ma le sue colpe, come nella più tradizionale delle tragedie, ricadono sul figlio più grande. Nik si trasforma, si allena con il fucile, mentre Rudina abbandona gli studi e si reinventa come una specie di donna d’affari, ora che le fonti di sostentamento mancano e la madre è completamente incapace di gestire la situazione. Quando il padre ritorna, viene imprigionato ma poi fatto subito uscire perché la vendetta sia compiuta e Nik, dopo aver parlato con la famiglia rivale, se ne va solo e sconsolato verso il nulla che potrebbe essere anche il suo destino.

Il regista insiste in maniera quasi ossessiva sul senso della vendetta e sulla faida gestita in maniera molto primitiva, tanto che a un certo punto entra in scena anche un ridicolo mediatore che dovrebbe risolvere le cose. Marston vuole raccontare una società secolarizzata solo apparentemente, ma arcaica nelle sue radici profonde. Girato in maniera molto aderente alla realtà ma con grande spirito critico, con attori poco conosciuti ma di una autenticità molto efficace, La faida ci immerge in un mondo medievale fatto di faide, sangue e solitudine, riscattato solo dalle splendide inquadrature del mare che sembra cancellare ogni lordura e rivitalizzare tutti i sogni.

LIA COLUCCI


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