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Pirati dei Caraibi 4

14/05/11 - Fuori Concorso arriva il nuovo episodio della saga: la trama è sempre intricata mentre gli interpreti invecchiano diventando meno credibili.

Dalla nostra inviata Lia Colucci

Ascolta la conferenza stampa al Festival di Cannes del film:

  • Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare
  • Si comincia a giocare con i veri divi a Cannes: fuori Concorso viene presentato sulla Croisette il quarto capitolo di Pirati dei Caraibi. Sembrava che tutto dovesse fermarsi con una solenne trilogia e invece la Walt Disney Company ci ha ripensato ed ha resuscitato Jack Sparrow (ancora Johnny Depp) per comporre Oltre i confini del mare. Possiamo anche dire addio a Gore Verbinski che ha diretto i primi tre capitoli, entra in campo al suo posto Rob Marshall (Nine), e cambia anche la star femminile, Keira Knightley lascia per paura che il pubblico la leghi troppo al personaggio di Elisabeth Swann, l’eroica e leggendaria figlia del Governatore, che viene sostituta dalla più pasciuta Penelope Cruz(Angelica) donna del passato di Sparrow, spadaccina impeccabile e amante latina. Cambiano anche i punti di riferimento letterari, se prima era soprattutto Salgari infarcito dell’Olandese volante stile Wagner, insomma un pastiche ben congegnato, con il nuovo impianto si parte da un testo preciso Mari Stregati di Tim Powers ma vediamo, ahinoi, apparire anche Omero con la sua Odissea e soprattutto con le sue intriganti sirene, che nella regia di Rob Marshall acquistano importanza e diventano le solite tentatrici mai abbandonate dalla mitologia.

    Ma l’uso della sirena e della storia d’amore con il marinaio serve anche a svecchiare un po’ il cast, Depp è sulla cinquantina e non a caso intervistato dai giornalisti francesi ringrazia i figli che gli hanno permesso di guardare tanti cartoni animati, anche la Cruz veleggia sui quaranta e forse non è più tempo di fare la lolita spadaccina in calzamaglia. Ad ogni modo la trama, intricata, come gli altri episodi della saga, ci porta alla ricerca della fonte della giovinezza tra misteriose mappe, calici d’argento che assomigliano al Santo Graal e figure scomodate dall’immaginario settecentesco come il Pirata Barbanera. Da non crederci. Ritroviamo come nel terzo episodio quella cariatide di Keith Richards nella parte di Teague Sparrow padre di Jackie ma abbiamo anche la fortuna di conoscere il padre di Angelica. Niente complessi edipici o complessità varie, in questi casi i padri sono complici dell’azione e basta, almeno c’è un problema in meno. Finale aperto, ovviamente. Ma il padrone colui che può tutto, ossia il produttore esecutivo Jerry Bruckheimer conferma che ci sarà un’altra pellicola, la quinta, e che la sceneggiatura è stata già depositata alla Disney dall’autore, Terry Rossio. Che sia l’inizio di una seconda trilogia?

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