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Walk of Fame

Uno degli attori più versatili del cinema americano, che alterna senza alcun problema film indipendenti con quelli ad alto budget, sempre con immutato talento.

Walk of Fame – Willem Dafoe –
Alla scoperta del personaggio cinematografico della settimana a cura di Lia Colucci

William Dafoe, in arte Willem, è nato il 22 Luglio 1955 ad Appleton, una cittadina del Wisconsin. Settimo di otto figli, è l’unico della famiglia ad aver intrapreso una carriera artistica. Dopo le prime esperienze di recitazione con la compagnia di teatro sperimentale Theater X di Milwaukee, si trasferisce a New York per tentare la strada del cinema. Esordisce sul grande schermo con una brevissima apparizione nell’epico, seppur tragico flop, I cancelli del cielo (1980) di Michael Cimino, in seguito è protagonista di The Loveless di Kathryn Bigelow dove incarna il boss di un gruppo di motociclisti e successivamente è in vesti di villain in Strade di fuoco (1984) di Walter Hill. Quindi interpreta il ruolo indimenticabile dell’artista falsario in Vivere e morire a Los Angeles, noir metropolitano diretto nel 1985 da William Friedkin. Il successo arriva però con Platoon (1986) di Oliver Stone per cui riceve una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista. In seguito cambia totalmente personaggio e si immerge nell’inquietante pellicola L’ultima tentazione di Cristo (1988) di Martin Scorsese. L’anno dopo è in Mississippi Burning – Le radici dell’odio di Alan Parker, dove dà vita alla figura un agente dell’FBI, in coppia con uno straordinario Gene Hackman. Dafoe è poi nuovamente in una pellicola sul Vietnam, sempre diretta da Oliver Stone con Nato il 4 luglio, dove recita accanto a Tom Cruise.

Gli anni Novanta iniziano con Cuore selvaggio di David Lynch, vincitore della Palma d’oro a Cannes, dove Dafoe incarna l’ambiguo e inquietante Bobby Peru. In Europa conosce Wim Wenders che lo chiama per Così lontano così vicino, seguito de Il cielo sopra Berlino. In Francia gira La notte e il momento di Anna Maria Tatò e in Gran Bretagna Tom & Viv – Nel bene e nel male, per sempre di Brian Gilbert. Ultimata l’esperienza europea ritorna negli Stati Uniti dove affianca Harrison Ford nel film di spionaggio Sotto il segno del pericolo. Diventa l’io narrante degli eventi tragici del fratello Nick Nolte in Affliction di Paul Schrader (1997), poi lavora con Mark Peploe in La bella straniera, ispirato al romanzo omonimo di Joseph Conrad. Lo ritroviamo in Lulu on the Bridge diretto dallo scrittore Paul Auster, in New Rose Hotel di Abel Ferrara e nel conturbante eXistenZ di Cronenberg. In seguito veste i panni nuovamente di un agente dell’FBI in The Boondock Saints – Giustizia finale. Quindi fa discutere l’America con American Psycho tratto dallo scabroso romanzo di Bret Easton Ellis e si fa dirigere dal collega Steve Buscemi in Animal Factory (2000), infine passa al genere horror per la prima volta con L’ombra del vampiro. Nel 2002 arriva l’occasione di inserirsi nel cast di un film al alto budget e Dafoe accetta di vestire i panni del perfido rivale dell’Uomo Ragno Norman Osborn in Spider-Man diretto dal maestro dell’horror Sam Raimi. Il successo commerciale del film lo porta sugli schermi di tutto il mondo e dopo il seguito Spider-Man 2 la carriera dell’attore avrà una vera svolta. Sotto la direzione ancora di Paul Schrader lo vediamo in Auto Focus (2002), poi è ancora un villain in C’era una volta in Messico (2003) di Robert Rodriguez.



L’attore negli ultimi anni
 alterna film d’autore ad altri più commerciali: Manderlay (2005) di Lars von Trier, per poi poi passare a XXX 2 – The Next Level (2005) di Lee Tamahori. Nel collettivo Paris, je t’aime, recita accanto a Juliette Binoche e partecipa anche ad American Dreamz, al poliziesco Inside Man di Spike Lee e ritorna alla collaborazione con Ferrara in Go Go Tales. Poi interpeta un ruolo nel film corale Fireflies in the Garden – Un segreto tra di noi, è nel cast di A caccia di un assassino, Anamorph e prosegue il sodalizio con Schrader per Adam Resurrected: in questi film incarna ruoli sempre differenti che mettono in risalto le sue doti camaleontiche. La scorsa estate è uscito nelle sale italiane La polvere del tempo (2008) del compianto maestro del cinema greco Angelopoulos. Nel 2009 è protagonista al fianco di Charlotte Gainsbourg di Antichrist, il discusso e doloroso film di Lars Von Trier, in concorso al Festival di Cannes. Nel 2010 è protagonista dell’horror fantascientifico Daybreakers – L’ultimo vampiro e del film di Werner Herzog My Son, My Son, What Have Ye Done. La scorsa estate è uscito nelle sale italiane La polvere del tempo (2008) del compianto maestro del cinema greco Angelopoulos. Abbiamo visto Dafoe al Festival di Venezia con il nuovo film di Abel Ferrara 4:44 Last Day On Earth, per il quale non è ancora prevista una distribuzione, mentre l’attore è attualmente nelle sale con il nuovo film di Andrew Stanton, John Carter, dove incarna il ruolo di Tars Tarkas. Dafoe è inoltre il protagonista di The Hunter di Daniel Nettheim, dove incarna un mercenario alla ricerca dell’ultimo esemplare di tigre della Birmania.

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