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Maledimiele

Marco Pozzi racconta senza reticenze le implicazioni psicologiche del più diffuso tra i disturbi alimentari. Nel cast, Gianmarco Tognazzi e Sonia Bergamasco.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM

Il dramma dell’anoressia vissuto sull’esile corpo di Sara, figlia adolescente dell’alta borghesia milanese. Da un lato studentessa modello dalla vita apparentemente normale, dall’altro vittima di un rapporto problematico col cibo, del quale sia i genitori che i compagni di scuola sono all’oscuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Maledimiele
Regia: Marco Pozzi
Sceneggiatura: Paola Rota
Fotografia: Alessio Viola
Montaggio Claudio Bonafede
Musica: Claudio Pelissero
Cast: Benedetta Gargari (Sara), Gianmarco Tognazzi, Sonia Bergamasco, Isa Barzizza
Anno: 2010
Durata: 97′
Origine: Italia
Genere: drammatico
Produzione: 3per
Distribuzione: Movimento Film
Data di uscita: 19 aprile 2012

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Recensionescritta da Silvio Grasselli

Sempre le frase fatte, i modi di dire, le formule canonizzate dall’uso invece che aiutare l’espressione di un concetto, allontanano da una sua esplicitazione efficace. Qualche volta però anche qualche schematismo può tornare utile. Ce n’è uno per esempio, molto usato da un certo tipo di registi e di filmmaker che per spiegare il loro rapporto con il lavoro sulle immagini dicono di fare il cinema “con la pancia”. E uno si aspetterebbe che tutti i giovani, in un modo o nell’altro, facessero il cinema “con la pancia”, mettendo in contatto il pensiero con l’emozione, come fa – sempre – il cinema migliore. Se Marco Pozzi commette un peccato grave, è invece proprio costruendo Maledimiele tutto di testa, usando non idee crude, pensieri grezzi, immagini, visioni, o ragionamenti e constatazioni ma pre-concetti; non è che il suo film sia disonesto o stupido, solo – e non è cosa da nulla – dà la forte sensazione di essere la ricostruzione di un mondo che non si conosce se non in modo superficiale.

Il regista ha parlato in più d’un’occasione delle sue ricerche, delle consulenze chieste e ottenute, della sua conoscenza del difficile delicato tema dell’anoressia, e infatti il suo film è corretto sul piano delle nozioni. Quel che gli manca invece riguarda di più la verità e la verosimiglianza. La messa in scena della vita quotidiana di una coppia borghese della Milano bene, delle ore a scuola della figlia adolescente, perfino il racconto dei suoi turbamenti erotici o delle corse a vomitare in bagno, sono credibili eppure involontariamente, potentemente false. E forse perché gli manca qualcosa, il corpo e la carne che possono venire solo dalla vera brutalità del mondo. Quel che gli manca riguarda pure l’uso consapevole dei mezzi d’espressione, soprattutto in un caso delicato come questo: sottolineare retoricamente il fragile eroismo nell’autodisciplina della protagonista votata – sciaguratamente – all’autodistruzione è un rischio che sarebbe meglio non correre.

Marco Pozzi viene dalla scuola Ipotesi Cinema, esperienza formativa fuori norma fondata da Ermanno Olmi e ormai fucina di molti talenti, non solo artistici, nel nostro paese; ci sono stati poi diversi documentari, oltre a 20-Venti, il suo primo lungometraggio di finzione. Per questo alcune trovate registiche inutilmente vezzose, un uso grossolano e soverchiante della colonna sonora (musica e suoni), un gusto conformistico dell’inquadratura sembrano errori più gravi, leggerezze evitabili. Perché Malediemiele è un film dalla confezione rifinita, con dialoghi carenti ma nel complesso scritto – dal regista insieme a Paola Rota – con sufficiente efficacia, scandito dal ritmo giusto e senza molte delle brutture che ammorbano il cinema italiano degli ultimi anni. Ed è pure un film che si prende in carico – o perlomeno tenta di farlo – la responsabilità di stare su cose presenti, vicine e spiacevoli in vista di un rapporto con il pubblico. Nonostante tutto un film e un regista da sostenere per non ammazzare la speranza che un cinema “normale” in Italia torni presto a esistere.

SILVIO GRASSELLI


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Gianmarco Tognazzi
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Gianmarco Tognazzi