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Silent Hill: Revelation 3D

Sequel in 3D della pellicola del 2006, ispirato al survival-horror videogame Silent Hill 3.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Silent Hill: Revelation 3D

Trama: Perseguitata da incubi spaventosi legati alla cittadina di Silent Hill e afflitta per la scomparsa del padre, la giovane Heather Mason – alla vigilia del suo diciottesimo compleanno – decide di recarsi sul posto per cercare l’origine dei suoi tormenti. Giunta a Silent Hill, scoprirà di non essere ciò che pensava e la rivelazione la condurrà all’interno di un mondo demoniaco nel quale rischierà di restare intrappolata per sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale Silent Hill: Revelation 3D
Regia: Michael J. Bassett
Sceneggiatura: Michael J. Bassett
Fotografia: Maxime Alexandre
Montaggio Michele Conroy
Musica: Jeff Danna, Akira Yamaoka
Cast: Adelaide Clemens (Heather Mason), Sean Bean (Harry Mason), Kit Harington (Vincent Carter), Carrie-Anne Moss (Claudia Wolf), Radha Mitchell (Rose Da Silva), Malcolm McDowell (Leonard Wolf), Deborah Kara Unger (Dahlia Gillespie), Martin Donovan (Douglas Cartland)
Anno: 2012
Durata:
Origine: Francia, Stati Uniti
Genere: horror
Produzione: Davis-Films, Konami, Silent Hill 2 DCP
Distribuzione: Moviemax
Data di uscita: 31 ottobre 2012

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Trailer originale
Recensionescritta da Erminio Fischetti

Un omaggio dei videogiochi al genere horror diventa un omaggio del genere horror ai videogiochi. Il secondo capitolo della serie Silent Hill è basato nuovamente sugli omonimi videogiochi giapponesi creati da Konami. Un’idea inquietante che penetra nell’immaginario collettivo dei sentimenti attraverso gli incubi più feroci di un mondo che li rende reali. Dopo la prima regia di Christopher Gens, questo secondo capitolo viene affidato ad un esperto del genere, quel Michael J. Bassett già autore di Deathwatch e Solomon Kane che si sofferma su scenografie baroccheggianti e mostri umani dall’aspetto gotico, che vogliono rimandare ai gironi dell’Inferno di Dante, alla pittura di Goya e ai versi di William Blake. Così almeno dice il regista. Ma i rimandi culturali e l’idea brillante e sviluppabile in mille modi diversi in realtà restano tutti in potenza perché Silent Hill: Revelation 3D è un’operazione piuttosto mediocre che vuole inglobare i fruitori del gioco e gli amanti del primo film senza però trovare una sua linea originale o quantomeno strutturata.

Il lungo “incubo” della protagonista si trasforma infatti in un susseguirsi disorganizzato di trasformazioni di corpi e urla e strepiti. I dialoghi sono pari a zero, a grugniti, monosillabi. Manca infatti una costruzione psicologica dei personaggi e delle loro inquietudini, eppure con un soggetto del genere si sarebbe potuto procedere in tal senso realizzando qualcosa di valido con l’uso di una struttura d’acciaio come quella del cinema di genere, inglobata in un’analisi sociale e psicanalitica di spessore, se connaturata alla lunga storiografia letteraria e scientifica sulla complessità dei sogni, in particolare dell’inquietante natura che da sempre metaforicamente le forme culturali associano agli incubi. Nella pellicola, invece, manca assolutamente tutto questo, tanto da far ipotizzare un totale digiuno in materia da parte di Bassett, che oltre a dirigere questo dimenticabile film, ne ha scritto anche la sceneggiatura. L’aspetto estetico regala invece qualche emozione in più attraverso quel discorso sulla plastificazione dei corpi, che rimanda certo ad una critica della nostra società uniformata in aspetto ed idee, ma viene solamente accennato. Il guazzabuglio registico e narrativo, già molto esile, è poi danneggiato ulteriormente dall’uso di un 3D inutile, svogliato, economico dove l’atmosfera cupa rende inefficace la tridimensionalità (tra l’altro piuttosto limitata), che oltretutto sembrava danneggiata da una sovraesposizione di colori nelle scene luminose. Errore del direttore della fotografia? Dello sviluppo tecnico nella trasformazione in 3D? Oltretutto, a parte qualche effetto e quel gioco con i “manichini umani” non ne sembrava nemmeno necessario l’uso.


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