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Coco avant Chanel

Il mito che continua a prevalere sulla donna

coco-avant-chanel28/05/09 – “Un uomo mancato è una donna riuscita”. Questa una delle frasi imputabili al genio di Gabrielle “Coco” Chanel, un’ immortale icona della femminilità , così come immortale sembra essere anche l`immagine che di lei ci regala la regia di Anne Fontaine nel primo lungometraggio cinematografico dedicato alla sua biografia, liberamente tratto da Chanel and Her World: Friends, Fashion and Fame, di Edmonde Charles-Roux. In Coco avant Chanel, Audrey Tautou rappresenta infatti una figura senza spazio e senza tempo, un simbolo femmineo che trascende il personaggio narrato nella vicenda. Una, nessuno centomila, la stilista si presta a rappresentare tutte le donne. E` figlia abbandonata ma orgogliosa, ragazza in cerca di fama ma senza compromessi, donna che vuole essere amata pur nella consapevolezza che non potrà  mai essere moglie. Eppure un sottile fil rouge unisce tutte queste personalità : è una donna che fa della negazione della propria femminilità  la sua consacrazione per antonomasia. Per tutto il film si ha l`impressione di seguire un percorso – un po` sbilanciato in verità  nella descrizione degli anni giovanili della protagonista e molto impersonale, quasi asettico – in cui Coco è alla ricerca di se stessa, di un suo baricentro, che però rimane sempre molto formale, stilistico, come se la consapevolezza del suo ruolo nel mondo le appartenesse già . Fugge dagli stereotipi femminili perchè vi intravede la condanna della società . Nella sua epoca, essere donna è essere debole. Ecco allora che il suo percorso la spinge incessantemente verso l’unica vittoria possibile, l`affermazione professionale e la libertà , che nel film significa indipendenza economica. Chanel lotta contro i costumi a colpi di forbice, la sua creatività  è messa al servizio delle sue convinzioni: emancipazione femminile, corpi in libertà , importanza del movimento, rifiuto di una società  classista, condanna delle costrizioni dei ruoli sociali (che rifiuta, indossando abiti maschili e le camicie dei suoi amanti).

Nella pellicola però l`immagine di Chanel è appesantita da una descrizione eccessivamente stereotipata, iconografica e poco umana, in cui la protagonista si presenta da subito come un personaggio deviante da una società  barocca e frivola, in cui uomo è potere. Di lei non si mostrano le debolezze, le passioni, se non nella breve descrizione della storia d`amore con Boy Capel, l`unico compagno di cui si sia innamorata. Per il resto l`enfasi è posta sul tema della sua bizzara singolarità , con poco spazio alla lotta per l`affermazione. Coco è descritta quasi come un`icona temporale, uno spartiacque: c`è un “prima” e un “dopo” Chanel, non solo nella dimensione della moda ma anche in quella sociale. La stilista è la donna della modernità  in un tempo che ancora non è pronto ad accoglierla, ma che lentamente le si plasma attorno. La scelta di alcune immagini come di scatti fotografici che provengono dal passato, il bianco e nero finale, esaltano l`originalità  della sua personalità , che si isola dal resto. Le scelte della regia, insomma, sembrano premiare più il mito che la donna, più l`affermazione di un ideale che la storia di vita vissuta, che rimane in sottofondo come un leit motiv, usato solo secondariamente per spiegare le sue scelte esistenziali. Anche se i primissimi piani, di cui il film è ricco, e l’intensità  degli sguardi di Audrey “Coco” Tatu ci riportano dal mito alla realtà , quasi cercando di coinvolgerci nel senso di malessere e disagio provato dalla protagonista, che disapprova l`epoca nella quale è costretta cercando ostinatamente di cambiarla: unici sprazzi di umanità  di un personaggio descritto solo attraverso la sua alterità  e non la sua essenza.

(VALENTINA PETTINATO)



Titolo originale: Coco avant Chanel
Produzione: Francia 2008
Regia: Anne Fontaine
Cast: Audrey Tautou, Alessandro Nivola, Benoà®t Poelvoorde, Marie Gillain, Emmanuelle Devos
Durata: 110′
Genere: biografico, romantico
Distribuzione: Warner Bros Italia
Data di uscita: 29 maggio 2009

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