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Buongiorno papà

L'opera seconda dell'attore Edoardo Leo gioca sul sicuro mettendo in scena l'ennesima collezione di scenette a tema famigliare: poche risate e le solite stanche recite amatoriali per il "pubblico di massa".

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Buongiorno papà

Trama: Andrea è un trentottenne, bello e sicuro di sé. Single, sciupafemmine e superficiale con un’avviatissima carriera in un’importante agenzia che si occupa di product placement. Nella sua vita, fatta di avventure di una sola notte, sembra andare tutto a gonfie vele: nessuna responsabilità, tutto lavoro e divertimento. Finché un giorno, al suo ritorno a casa, dove vive con Paolo – un curioso amico disoccupato – trova Layla. La ragazzina, decisamente stravagante, ha diciassette anni e dice di essere sua figlia. Con lei c’è suo nonno Enzo, un improbabile ex rockettaro e padre della sua prima fugace conquista sulle dune di Sabaudia…e sono venuti per restare!

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Buongiorno papà
Regia: Edoardo Leo
Cast: Raoul Bova (Andrea), Marco Giallini (Enzo), Edoardo Leo (Paolo), Nicole Grimaudo (Lorenza), Rosabell Laurenti Sellers (Layla)
Sceneggiatura: Edoardo Leo, Massimiliano Bruno
Fotografia: Arnaldo Catinari
Montaggio: Patrizio Marone
Musica: Gianluca Misiti
Anno: 2013
Durata:
Origine: Italia
Genere: commedia
Produzione: I.I.F. Italian International Film; in collaborazione con Medusa Film
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 14 marzo 2013

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Recensionescritta da Silvio Grasselli

Fino a non molto tempo fa circolava uno di quei luoghi comuni che diventano piano piano pezzi di saggezza popolare, di sapere condiviso consolidato dall’esperienza: se in Italia esordire come registi di cinema è un’impresa eroica, arrivare a dirigere il secondo film è quasi un miracolo. Edoardo Leo, attore concreto e onesto dalla lunga e tortuosa carriera ma certo non corredato di talento fuori norma, esordiente dietro la macchina da presa appena tre anni fa con il lungometraggio 18 anni dopo, a chi gli chiede degli ostacoli e delle difficoltà incontrati sulla strada verso l’uscita della sua seconda regia risponde che no, ostacoli non ce ne sono stati e che anzi, nell’arco dell’anno impiegato a scrivere, preparare, girare e montare il film, tutto è successo “quasi spontaneamente, in modo molto naturale”. 

Buongiorno papà è una commedia sentimental-familiare basata sul soggetto di Massimiliano Bruno - autore di commedie tra i più richiesti, altro cavallo della scuderia Lucisano dalla lunga e faticosa gavetta, proprio come il collega Leo -: un quarantenne carrierista, edonista, bello e felicemente disimpegnato incontra un giorno la figlia adolescente che non sa di avere, accompagnata – se no di che si ride? – dal nonno ex rockettaro e ancora abbondantemente fricchettone. La sinossi lunga, osservata dalla distanza, fa pensare al modello di molte delle più recenti commedie americane che al romanticismo tra un uomo e una donna accostano liti familiari, scontri tra genitori e figli, guerre parentali con lo scopo principale di ampliare la gamma dei sentimenti offerti allo spettatore. Ma qui di americano non c’è altro che l’esile scheletro del racconto – frutto di un elementare lavoro di bricolage da sceneggiatori – il resto è cucina all’italiana.

L’idea migliore – già nel soggetto di Bruno - è far fare al protagonista un lavoro legato al cinema, e anzi tutto centrato sulla natura commerciale del prodotto film: Bova interpreta un creativo che si occupa di product placement. A parte un paio di battutine telefonatissime sulla miseria umana di certi registi, dell’autoironia della commedia che irride alla stessa “industria” che la produce e la sostiene non c’è traccia e anzi, all’opposto, quella che inizialmente sembra una bella occasione di sfruttare un genere popolare per costruire un discorso critico, si converte sciaguratamente in una mezza assoluzione del sistema: il film commerciale in fondo deve vendere e l’alleanza con l’industria dei consumi è anche nell’interesse di chi il film lo gira e lo firma. D’idee cattive o mediocri invece ce ne sono parecchie: forse la peggiore è distrarre e disperdere il fuoco del racconto spalmandolo senza motivo su tre coppie diverse: padre-figlia, padre-professoressa della figlia, genitori del protagonista.

Bova è Bova: oltre qualche goffo cambio di tono e qualche trucco comico non gli riesce di andare, soprattutto qui dove per la prima volta gli si chiede d’interpretare un personaggio che almeno all’inizio dovrebbe essere antipatico, spiacevole, spigoloso. Leo, forse troppo concentrato a dirigere, dà il peggio di sé. Giallini, come al solito, sostiene il film più di quanto gli sia richiesto, nonostante un personaggio scritto male e male inserito nel flusso degli eventi. Rosabell Laurenti Sellers infine è l’ennesima figlia d’arte proposta/imposta come “talento in erba”, visino grazioso e poco fiato in corpo, che tra un broncio e un urletto d’ira tenta – senza riuscirci – di dimostrare che la tecnica e il mestiere non servono, riuscendo invece soltanto a confermare che di talenti in boccio il nostro cinema non ne produce più da qualche anno perché semplicemente non li cerca neppure.

SILVIO GRASSELLI


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Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Edoardo Leo, regista e attore di Buongiorno papà
Intervista a Raoul Bova, interprete di Buongiorno papà
Intervista a Marco Giallini, interprete di Buongiorno papà
Intervista a Massimiliano Bruno, sceneggiatore di Buongiorno papà
Audiorecensione

Intervista a Edoardo Leo, regista e attore di Buongiorno papà
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Intervista a Marco Giallini, interprete di Buongiorno papà
Intervista a Massimiliano Bruno, sceneggiatore di Buongiorno papà