Cannes: Wall street

15/05/10 - L’aria è cambiata anche a Wall Street, finito il periodo del reganismo e del selvaggio yuppismo si...

Presentato a Cannes 63 “Wall street – Money never sleeps”, il film con cui Oliver Stone rilegge se stesso al tempo della crisi

(Dalla nostra inviata Lia Colucci)

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15/05/10 – L’aria è cambiata anche a Wall Street, finito il periodo del reganismo e del selvaggio yuppismo si allontana anche quell’aria di arrogante amoralità che aveva connotato gli anni Ottanta e di cui Gordon Gekko, il protagonista del primo ed indimenticabile Wall Street di 22 anni fa, era stato l’icona e il protagonista. Stesso attore e stesso regista, Oliver Stone, sempre per raccontare l’alta finanza ai tempi della crisi globale. Gekko esce di galera dopo vent’anni e Oliver Stone lo immerge in un clima di inaspettata moralità, moralità di cui è pervasa buona parte del film. Risorgono i valori familiari, infatti Shia LeBoeuf, il manager dal volto buono e futuro genero di Gekko, dà addirittura la caccia ai cattivoni che hanno spinto il suo mentore al suicidio, mentre la figlia scrive su di un giornale progressista. Sdolcinati i tentativi di rappacificazione tra padre e figlia che finiscono con il travolgere le sequele dei ritmi e dei numeri dei nuovi signori della borsa. I nuovi manager sono sì malvagi ma non hanno la sceneggiatura né il mercato dalla loro, sulle loro teste invece si affaccia sempre più inquietante la grande crisi del ’29 che viene non a caso ricordata dal più anziano dei capitalisti presenti, in un discorso di nazionalizzazione delle azioni che avrebbe fatto invidia a Castro.

Ma questo è un film per consolare dalla crisi, con lo scopo terapeutico di superare il trauma delle Torri Gemelle, per questo forse i malvagi sono puniti senza pietà, gli investitori vengono salvati, Gekko si riprende la sua anima e la coppietta di coniugi a lui imparentata conquista una vita felice e soprattutto così impregnata di buoni sentimenti da stordire lo spettatore. Che ne è del vecchio Gekko che arringava le folle di Wall Street in preda al più barbaro cinismo ed egocentrismo? E’ volato via con in braccio il suo Oscar meritatissimo