Cosa voglio di più

27/04/10 - Che ci fosse una crisi economica e lavorativa in atto, Silvio Soldini lo sapeva fin dal ’97...

La crisi delle passioni o la passione per la crisi?

27/04/10 – Che ci fosse una crisi economica e lavorativa in atto, Silvio Soldini lo sapeva fin dal ’97, quando al Festival di Roma presentò Giorni e nuvole, in cui Antonio Albanese e Margherita Buy affrontavano la perdita del lavoro di uno dei due. Col suo nuovo film il regista milanese prosegue più o meno su quel tono e tema, ma praticandone una sorta di estensione sentimentale e passionale, ma il film gli riesce un po’ meno bene del precedente.

cosavogliodipiu01Anna è un’impiegata modello, sposata con un marito altrettanto ottimo come Alessio; ma evidentemente qualcosa non la rende felice se ai primi contatti con Domenico si lascia trascinare dalla passione: difficile, anche perché lo stesso Domenico è sposato con figli. Commedia, dramma sociale, mélo si mescolano nella sceneggiatura di Soldini, Doriana Leondeff e Angelo Carbone, che vuole raccontare i tempi difficili e bui attraverso le scelte difficili da fare in nome della passione. Un punto di vista interessante da cui partire, quello di raccontare lo sfondo della storia, la tela su cui si agita una storia di tradimento passionale eppure comune: il Nord, le sottili ed evanescenti differenze linguistiche e territoriali appianate dalla povertà strisciante e incombente dei nostri giorni, dai soldi che invadono ogni discorso (“Sempre di quello si finisce a parlare”, dice Domenico ad Anna); il problema è che a questa storia e a questa narrazione manca un’urgenza, la forza di superare davvero il luogo comune (impiegata settentrionale contro cameriere meridionale) per aprirsi davvero alla realtà e alla vita, come ha fatto Catherine Corsini nel L’amante inglese.

Soldini è tanto bravo a narrare quanto a girare, usa le informazioni con parsimonia, non ha paura di ellissi, cambi di punto di vista e sospensioni, e usa la macchina a mano, i dettagli, i bruschi stacchi di certo cinema europeo con una consapevolezza e un talento non comune in Italia: peccato che lo stile non sempre sappia adeguarsi all’essenza del film, come accade nelle inquadrature in cui Anna guarda dalla finestra, e resti un bello sfoggio, poco calibrato. Che tiene curiosamente sottotono un ottimo cast in cui però, tranne la versatilità e la luce di Alba Rohrwacher, pare che ci si trattenga un po’ troppo – specie Pierfrancesco Favino (che confonde i dialetti), per non scavalcare l’ormai consacrato talento di Soldini. Che però rischia di mangiarsi il cuore del film.

EMANUELE RAUCO

Titolo originale: Cosa voglio di più
Produzione: Italia, Svizzera 2010
Regia: Silvio Soldini
Cast: Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Teresa Saponangelo, Monica Nappo, Tatiana Lepore, Sergio Solli, Gisella Burinato, Gigio Alberti, Fabio Troiano
Durata: 126′
Genere: romantico, drammatico
Distribuzione: Warner Bros Italia
Data di uscita: 30 aprile 2010

Articoli correlati:
Cosa voglio da Soldini
Favino a Berlino 60
Berlinale, Battiston
Berlinale in Alba
Cosa voglio a Sorrento
Sguardi Sonori – La colonna sonora di “Cosa voglio di più”

Guarda il trailer: