Falene

20/10/11 - L'iniziativa Distribuzione Indipendente parte con il film di Arce Maldonado, tragedia lieve in buona parte sorretta da Sassanelli e Totò Onnis.

Ascolta le interviste di RADIOCINEMA ai protagonisti del film:

  • Paolo Sassanelli
  • il distributore Daniele Silipo
  • Nonostante il presente non inviti all’ottimismo e le difficoltà per chi lavora nel comparto cultura non facciano che moltiplicarsi, c’è ancora qualcuno che ha la voglia e il talento di costruire nuove alternative. Tra questi pochi i tre prodi (Giovanni Costantino, Alessandra Sciamanna e Daniele Silipo) che proprio in questi giorni varano Distribuzione Indipendente, un nuovo soggetto che si avvale di un circuito distributivo costruito mettendo insieme le risorse cinematografiche disperse lungo il paese, lasciate sul campo e ignorate dalla grande produzione: un’iniziativa non in concorrenza ma in alternativa alla sempre più ingolfata e asfittica offerta del main stream. Il film che apre le danze è Falene, opera prima del colombiano Andrés Arce Maldonado, finito nel 2009 e fermo da allora nonostante un più che significativo curriculum festivaliero. Tratto da un testo scritto da Andrej Longo per la scena e successivamente riadattato per lo schermo, il film è completamente affidato ai due protagonisti Paolo Sassanelli e Totò Onnis.

    Un atto unico con il corredo di un epiloghetto in coda; si direbbe forse così se fossimo ancora sulla scena teatrale. Invece siamo al cinema, anche se il respiro del film, quasi completamente costruito sul dialogo tra i due interpreti, risente fortemente della sua origine. Il basso budget e la rapidità delle riprese sono evidenti, ma di per sé non costituirebbero un problema se Arce Maldonado avesse lavorato meglio e di più. Fotografia, sceneggiatura e montaggio sono solidi e coerenti; i due attori tuttavia, affiatati e ben tarati, sembrano passati senza mediazioni dalla sala teatrale al set, senza ricevere dal regista alcuna indicazione o istruzione sulla riformulazione per stare davanti all’obiettivo. In più l’esordiente Arce Maldonado dimostra una certa correttezza formale, ma poche idee sul difficile lavoro di reinvenzione dello spazio in una situazione nata per la stasi del teatro. Eppure Falene è una tragedia intima e leggera, il sogno di due delinquenti per disperazione che si tesse e si ritesse unicamente intorno alla fitta trama di un’antica amicizia. Un film breve che si prende il rischio di qualche estro ludico (interessanti le animazioni ben musicate da Francesco Forni) senza tracotanza, con una retorica umile che mira all’efficacia. Un esperimento coraggioso, degno di essere gustato su un grande schermo, magari lasciando da parte, almeno per una volta, i titoli più pubblicizzati, più facili e più codardi.

    SILVIO GRASSELLI

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