Rio 3D

04/04/11 - Non spicca il volo il film d'animazione Rio, che il 7 aprile aprirà il festival Cartoons on the bay con una buona dose di folklore brasileiro.

Ascolta le interviste di RADIOCINEMA ai doppiatori di Rio 3D:

  • Pino Insegno
  • Victoria Cabello e Fabio De Luigi
  • Colori saturi, ritmi caldi e sentimenti rassicuranti: questi gli ingredienti base del film d’animazione in 3D Rio, che si allinea sulla scia dei tratti morbidi della computer grafica targata Pixar per puntare su una storia semplice e senza troppi fronzoli narrativi, ambientata nelle esotiche atmosfere dell’omonima città brasiliana e del suo Carnevale. Il protagonista è un pappagallo di nome Blu, trapiantato da piccolo tra le nevi del Minnesota e cresciuto con le cure dall’amorevole padroncina Linda, che che ne hanno stimolato l’intelletto ma non altrettanto gli istinti selvatici. Blu adora la cioccolata e le marshmallow, sa aprire le serrature ed escogitare complicati marchingegni tecnici, ma ha paura degli insetti e delle foreste e soprattutto non ha mai imparato a volare. Così, quando un appassionato ornitologo convince lui e Linda a raggiungere Rio de Janeiro per farlo accoppiare con l’ultima pappagallina della sua specie, il nostro eroe avrà più di un problema ad ambientarsi in quello che dovrebbe essere paradossalmente il suo ambiente naturale per definizione.

    Dopo le avventure western del camaleonte domestico Rango, un altro piccolo esponente del regno animale si getta alla conquista degli schermi, contando sul 3D e su un team di specialisti del cinema per ragazzi (qui si tratta degli animatori de L’era glaciale, mentre nel primo dell’autore di Pirati dei Caraibi) ma stavolta, è proprio il caso di dirlo, senza riuscire a volare troppo alto. Se gli antenati della Disney come Saludos Amigos e I tre caballeros perseguivano uno scopo palesemente didattico, quasi da educational channel, Rio mostra un andamento molto più “turistico”, inanellando uno dopo l’altro tutti i luoghi comuni (non sempre negativi) riferibili al Brasile, dalla samba al ragazzino delle favelas, dal calcio alla passione sfrenata per il Carnevale. Le vicende dei due pappagalli, da parte loro, seguono un percorso lineare senza sorprese, mentre i cattivi rimangono risibili e i personaggi che fanno da spalla non regalano quella marcia in più a cui spesso sono delegati in questo tipo di film.

    Non è escluso che i più piccoli si divertano lo stesso nel turbine di suoni e colori, mentre potrebbero rimanere delusi i loro accompagnatori più grandicelli, viziati dall’irresistibile verve dell’Era Glaciale. Una pellicola che insieme a Shrek e a molte opere Pixar ha fissato uno standard a cui sempre meno epigoni riescono ad innalzarsi, a quanto pare neppure se firmati dagli stessi autori. Blu non sarà quindi né un nuovo José Carioca né un nuovo Scrat (l’insuperabile scoiattolino preistorico al costante inseguimento della sua ghianda), ma almeno non verrà affossato come altri film animati dal doppiaggio italiano. Nonostante la cadenza un po’ troppo nordica delle voci di Fabio De Luigi e Victoria Cabello, i due protagonisti reggono bene il gioco e si amalgamano senza troppi scossoni in una squadra a dir poco eterogenea, che va dal veterano Pino Insegno al ex-calciatore Josè Altafini e al direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli. Resta invece la piaga delle parti cantate, che invece di evolvere in senso autoironico come avvenuto in pochi apprezzabili esempi di film per ragazzi, continuano a essere inserite qua e là senza troppa cura e senza funzioni narrative apprezzabili.

    LAURA CROCE

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