Vittime

14/12/09 - Il 12 dicembre 1969, a piazza Fontana a Milano, la Banca Nazionale dell’Agricoltura...

Un sussurro di dolore

strage-di-piazza-fontana-196814/12/09 – Il 12 dicembre 1969, a piazza Fontana a Milano, la Banca Nazionale dell’Agricoltura esplose: una bomba terroristica uccise 17 persone. A 40 anni di distanza, dopo che numerosi sospetti, indagini, processi, non hanno dato vita a nessun colpevole, Giovanna Gagliardo con la collaborazione dell’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, realizza un documentario che dà voce alle vittime non solo di quell’attentato, che non sarà distribuito in sala o in tv, ma sarà proiettato in scuole e università. Il progetto parte dalla constatazione che le voci finora ascoltate degli anni di piombo (il periodo di terrorismo comunista o fascista che bagnò di sangue l’Italia tra la fine degli anni ’60 e la prima metà degli anni ’80) siano quelle dei criminali – o almeno quei pochi riconosciuti dalle inchieste – e delle vittime, ma non dei loro familiari. Così Gagliardo ha cominciato a cercare mogli, figli, nipoti delle vittime, a contattare associazioni e gruppi per ricreare il grosso affresco di una nazione straziata non solo dalla perdite di molte vite (349 per la precisione), ma soprattutto per la cappa di dolore che hanno portato con sé, trascinando nell’abisso chi vivo restava.

La regista ha raccolto materiale d’archivio e testimonianze dirette in video e le ha messe insieme per creare una sorta di mappa del periodo più cupo della storia nazionale, quello in cui si è cominciata a percepire la politica come bisogno vitale, come istinto più che necessità, come valvola di sfogo di una questione ideologica che pare, a distanza di anni, pretesto di una malessere più oscuro e profondo. Gagliardo inoltre riesce nello intento storiograficamente interessante di ricostruire una sorta di atlante della morte, tracciando le strade e le dislocazioni degli atti di terrore e il significato geo-politico che essi hanno avuto negli anni. Certo, 95 minuti sono pochi per condensare una storia lunga circa 15 anni (per non contare le propagazioni più recenti) e si può perdonare alla regista sia qualche tocco letterario nelle parole e nelle immagini, come l’inserimento della bambina che fotografa i luoghi. L’autrice sa infatti essere seria, rigorosa, a tratti persino severa nel dare voce a quegli innocenti, a ricostruirne, a farne vivere lo spirito e la carne. Dei morti, ma soprattutto di chi, vivo, è costretto a soffrire ancora.

(EMANUELE RAUCO)

Titolo originale: Vittime
Produzione: Italia 2009
Regia: Giovanna Gagliardo
Genere: documentario Durata: 94′