Alice da record e vince la Finlandia

Al decimo concorso di Alice nella città trionfa The disciple di Ulrika Bengts, candidato all’Oscar per la Finlandia e menzione speciale a Heart of a lion di Dome Karukoski. Ma a vincere sono soprattutto i numeri: 23000 le presenze e oltre 400 le classi partecipanti..

Alice nella città, la sezione autonoma e parallela del Festival Internazionale del Film di Roma dedicata alle giovani generazioni e alle famiglie – che da alcuni anni ha proprio in Casa Alice una sua zona di incontro e confronto tra autori, studenti e pubblico – ha, in questa decima edizione, battuto ogni più rosea aspettativa. I numeri sono lusinghieri viste le quasi 30000 presenze e soprattutto è cresciuta l’attenzione delle scuole partecipanti che ogni mattina (e anche sera) hanno assistito a diverse proiezioni e partecipato a vere e proprie lezioni di cinema. Inoltre incontri con registi e attori si sono svolte anche nella Libreria del Cinema di Giuseppe Piccioni.

La giuria, composta da 25 giovani tra i 14 e i 18 anni ha assegnato il primo premio al film candidato all’Oscar per la Finlandia, con questa motivazione: “The Disciple di Ulrika Bengts ci ha colpiti per la sensibilità con la quale la regista ha affrontato le complesse dinamiche familiari e l’introspezione dei personaggi. Il film è capace di raccontare un ristretto lembo di terra, con pochi personaggi, una storia emozionante che non incontra barriere temporali. Interessante il capovolgimento dell’immagine del faro che, da baluardo di luce e salvezza per i viaggiatori, si trasforma in un luogo soffocante da cui fuggire. Straordinarie infine le interpretazioni dei personaggi tra cui spicca per intensità la figura del padre”. Il film è ambientato nell’estate del 1939 e racconta un difficile rapporto d’amicizia tra 13enne Karl e Hasselbond, tra piccole rivalità e odio.

Heart of a Lion di Dome Karukoski, menzione speciale: “per la semplicità puntuale ed incisiva nel descrivere un tema importante e pericolosamente attuale, quello del neonazismo. Per la capacità del cast e la sceneggiatura efficace in grado di riportare senza filtri e con tagliente comicità una realtà crudele quanto folle”.

GIOVANNA BARRECA