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Esce Noi credevamo

Martone porta in sala il film dell’anno con un cast eccezionale, da Lo Cascio a Servillo

10/11/10 – Dopo esser passato quasi sotto silenzio alla 67. Mostra del Cinema di Venezia, ignorato dalla scellerata giuria presieduta da Quentin Tarantino, Noi credevamo di Mario Martone approda in sala distribuito però in sole trenta copie in tutta Italia! Uno scandalo per un paese come il nostro che rifugge sempre più dall’idea di un cinema problematico, per consumare e consumarsi in rapide e fuggevoli commedie.

L’ultimo film del cineasta napoletano riflette in modo esplicito sulla genesi dell’unità d’Italia ponendo una serie di dubbi laceranti che sarebbe il caso di affrontare in modo aperto e franco. È il Sud soprattutto ad essere protagonista del film in un’ottica che diremmo definitiva sul coinvolgimento di alcuni suoi cittadini in vista del processo unitario e, al contrario, sull’emarginazione forzata della povera gente di quelle terre. Questo è avvenuto secondo la volontà cieca di quegli stessi aristocratici che volevano l’indipendenza ma non si curavano di coinvolgere gli strati sociali più disagiati perché considerati indegni di partecipare alla “rivoluzione”. Tale deviata eredità è ancora ben visibile nel nostro paese, come ha sapientemente notato lo stesso Martone durante la conferenza stampa del film, una scissione che in qualche modo continua a dividere trasversalmente l’Italia tra chi crede in un sistema repubblicano capace di essere partecipativo e chi invece è sempre tentato dalla tirannia paternalista, da una monarchia sotterranea che escluda la popolazione dai processi di cambiamento. Per l’uscita in sala Martone ha ridotto la durata di Noi credevamo dai 204 minuti presentati al festival di Venezia a 170, una riduzione che sorprendentemente non ha cambiato i connotati della pellicola, concentrandosi i tagli soprattutto nel primo dei quattro capitoli di cui è composto il film. Questa prima parte che già a Venezia era parsa il momento più debole della pellicola, ora diventa addirittura quasi troppo veloce, con il vantaggio però di dare il giusto rilievo ai successivi capitoli, quelli in cui man mano si sciolgono tutti i nodi delle false illusioni risorgimentali, tema centrale dell’opera così come risulta evidente sin da quel titolo Noi credevamo, figlio di un romanzo di Anna Banti cui Martone si è solo in parte ispirato.

Noi credevamo è un altissimo esempio di storia patria, vista senza puerili moralismi, ma è anche una straordinaria lezione di messa in scena e la cosa dovrebbe interessare tutti, da chi il cinema lo vuole fare a chi lo vuole vedere. Girato con rari e sempre espressivi movimenti di macchina, con una attenta composizione del quadro che a tratti fa gridare di gioia per un cinema che riscopre il valore della singola inquadratura, Noi credevamo si pone in quel filone resistenziale che rappresenta il meglio del cinema europeo moderno e passa per Straub e Huillet, Manoel de Oliveira, Jean-Luc Godard, non a caso tutti cineasti con cui in passato ha lavorato il direttore della fotografia di questo nuovo film di Martone, il ticinese Renato Berta.

ALESSANDRO ANIBALLI



Titolo originale: Noi credevamo
Produzione: Italia, Francia 2010
Regia: Mario Martone
Cast: Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani, Andrea Renzi, Renato Carpentieri, Guido Caprino, Ivan Franek, Stefano Cassetti, Franco Ravera, Michele Riondino, Roberto De Francesco, Toni Servillo, Luca Barbareschi, Fiona Shaw, Luca Zingaretti, Alfonso Santagata, Peppino Mazzotta, Giovanni Calcagno, Vincenzo Pirrotta, Anna Bonaiuto, Edoardo Winspeare, Leslie Csuth, Pino Calabrese, Romuald Andrzej Klos, Enzo Salomone, Francis Pardeilhan
Durata: 170′
Genere: drammatico
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 12 novembre 2010

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Noi credevamo, trailer italiano:

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Favicon scritto da Redazione il 10.11.2010 alle 11:30