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Giuseppe Tornatore – Ogni film un’opera prima

Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi presentano al Festival di Roma il loro documentario sulla carriera dell'autore siciliano. Per Prospettive Italia.

Intervista a Giuseppe Tornatore
Intervista a Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi, registi di Giuseppe Tornatore - Ogni film un'opera prima

Tra le figure più dibattute dalla critica di casa nostra c’è anche un autore tra i pochi italiani (tre in tutto) ad aver portato a casa l’Oscar al miglior film straniero negli ultimi 40 anni. E’ Giuseppe Tornatore, da tutti riconosciuto come uno degli ultimi registi del nostro Paese che continua a pensare in grande. Ma, concorde sulle intenzioni, la critica poi si divide sempre nel giudizio degli esiti. C’è chi dice “Pensare in grande non basta, se poi l’aria da kolossal è farlocca, superficiale e di gusto scopertamente internazionale”, e c’è chi dice “I carrelli, i dolly, la maestosità d’impaginazione valgono da soli il prezzo del biglietto”. Bianco o nero, prendere o lasciare. Adesso arriva un documentario a tentare una ricostruzione della sua figura artistica, Giuseppe Tornatore – Ogni film un’opera prima di Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi, passato al Festival di Roma per Prospettive Italia. Un bilancio che si distende già su 25 anni di carriera, e che tuttavia è racchiuso in un pugno di titoli, se è vero che Tornatore sta ultimando proprio in questi mesi soltanto il suo decimo film, La migliore offerta con Geoffrey Rush come protagonista.

Ripercorrendo insieme al documentario il percorso dell’autore siciliano, in realtà ci accorgiamo che il suo cinema è assai più vario di quanto le nette spartizioni della critica abbiano voluto far credere. Sì, il gusto da esportazione è ben confermato da opere come La leggenda del pianista sull’oceano, Malèna o Baarìa, opere goffe e monumentali che tuttavia costituiscono il nucleo meno interessante del suo cinema. C’è posto invece per film come Stanno tutti bene, Una pura formalità e La sconosciuta che meritano una seria rivalutazione, espressioni di una creatività sempre estetizzante e formalistica ma anche molto personale. Tornatore non è dunque solo il regista di Nuovo Cinema Paradiso, anche se rischia seriamente di restare negli annali solo per quel grande exploit.

MASSIMILIANO SCHIAVONI

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