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La madre

Da un corto di successo, ecco l'esordio alla regia di Andrès Muschietti patrocinato da Guillermo Del Toro: una fiaba horror poco originale ma convinta e convincente grazie anche a Jessica Chastain.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: La madre

Trama: Cinque anni prima, le sorelle Victoria e Lilly scomparvero dal quartiere in cui abitavano, senza lasciare traccia. Da allora lo zio Lucas e la sua fidanzata Annabel non hanno fatto altro che cercarle. Ma quando le ragazze vengono incredibilmente ritrovate vive in un rifugio fatiscente, la coppia inizia a chiedersi se le ragazze siano gli unici ospiti ad essere stati accolti nella loro casa. Mentre Annabel cerca di ricreare una vita normale per le due sorelle, cresce la sua convinzione che in casa aleggi una presenza maligna. Le sorelle presentano semplicemente i sintomi di un trauma o c’è veramente un fantasma che si aggira intorno a loro? E come hanno fatto a sopravvivere tutti questi anni da sole? Mentre la donna cerca risposte a queste domande spaventose, si renderà conto che i sussurri che echeggiano in casa quando le ragazze vanno a letto, provengono dalle labbra di una presenza letale.

 

 

 

 

 

Titolo originale: Mama
Regia: Andrés Muschietti
Sceneggiatura: Neil Cross, Andrés Muschietti, Barbara Muschietti
Fotografia: Antonio Riestra
Montaggio Michele Conroy
Musica: Fernando Velázquez
Cast: Jessica Chastain (Annabel), Nikolaj Coster-Waldau (Lucas), Megan Charpentier (Victoria), Isabelle Nélisse (Lilly), Daniel Kash (dott. Dreyfuss), Javier Botet (Mama), Jane Moffat (Jean Podolski), David Fox (Burnsie), Julia Chantrey (Nina), Diane Gordon (Louise)
Anno: 2013
Durata: 100′
Origine: horror
Genere: Spagna, Canada
Produzione: Toma 78, De Milo
Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita: 21 marzo 2013

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer italiano
Trailer originale
Recensionescritta da Emanuele Rauco

“C’era una volta” è una locuzione quasi abusata, che però apre l’immaginazione su un mondo fatto di boschi, oscuri rapporti parentali, streghe e magie. In pratica la base di molto horror contemporaneo. Se ne è perfettamente reso conto Andrès Muschietti che dopo aver realizzato un corto di grande successo, incassa il patrocinio di Guillermo Del Toro che produce la versione lunga di quel film La madre, che ovviamente non passa indenne la prova del nuovo minutaggio.
Cinque anni prima, le sorelle Victoria e Lilly scomparvero dal quartiere in cui abitavano, senza lasciare traccia. Da allora lo zio Lucas e la sua fidanzata Annabel non hanno fatto altro che cercarle. Ma quando le ragazze vengono incredibilmente ritrovate vive in un rifugio fatiscente, la coppia inizia a chiedersi se le ragazze siano gli unici ospiti ad essere stati accolti nella loro casa. Mentre Annabel cerca di ricreare una vita normale per le due sorelle, cresce la sua convinzione che in casa aleggi una presenza maligna. Scritto dal regista, la sorella Barbara e Neil Cross, La madre è una favola nera che rilegge in chiave psicoanalitica il cinema dell’orrore contemporaneo, i suoi meccanismi e i suoi elementi.

Aperto da un prologo che lega la storia alla crisi finanziaria, senza però farne un sotto-testo impegnativo, il film va al cuore del racconto fiabesco prendendo la profondità ancestrale dei rapporti materni, delle figure femminili come sante e demoni, della crescita come luogo di ogni fantasma e la paura secca, semplice, basilare che ogni favola porta con sé, adattandola quasi naturalmente all’horror contemporaneo dagli influssi giapponesi, fatto di case vive che marciscono, silenzi prolungati, macchie nere che sembrano persone dai capelli volanti, musica che fa sobbalzare. Quello che convince meno della Madre è il suo aspetto puramente filmico, perché i meccanismi della paura e della tensione sono consumati, perché Muschietti non riesce a reinventarli del tutto e perché solo a tratti sfrutta la visionarietà del genere e del mezzo cinematografico.
E quando lo fa vince, come nel bel finale in cui dimostra di essere consapevole del racconto, delle sue conseguenze e allora va fino in fondo, senza paura di scarti di tono troppo bruschi, con una creatura ispirata a Modigliani che inquieta. La madre in definitiva è una storia di donne che lottano per non perdersi, e Muschietti fa bene allora a lasciarsi andare al sentimento e alla compassione, incarnata da una favolosa Jessica Chastain in veste dark-rock, ancora una volta madre (adottiva) incantevole.

EMANUELE RAUCO

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