in questo momento su RadioCinema:

  • Traccia

  • Autore

  • Film

App iPhone | Podcast | Radiofrequenze

Attacco al potere

Salutiamo il ritorno dell’eroe reaganiano, che in Attacco al potere - in sala dal 18 - pompa i muscoli e rispolvera la retorica patriottica, per un blockbuster rozzo, ma efficace. Le nostre interviste a due dei protagonisti, Butler e Eckhart.

Scheda film informazioni

SCHEDA FILM: Attacco al potere

Trama: Un gruppo di estremisti nord coreani dà il via ad un audace agguato in pieno giorno alla Casa Bianca, oltrepassando l’edificio e prendendo in ostaggio il Presidente Benjamin Asher e il suo staff all’interno dell’impenetrabile bunker presidenziale sotterraneo. Il loro obiettivo è quello di mettere sotto scacco l’intera nazione degli Stati Uniti.
L’unica speranza per evitare la catastrofe è Mike Banning, l’ex responsabile della sicurezza il quale, rimasto l’unico membro dei Servizi Segreti ancora vivo nell’edificio assediato, diventerà gli occhi e le orecchie del Portavoce della Casa Bianca Allan Trumbull e dei suoi consiglieri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Olympus Has Fallen
Regia: Antoine Fuqua
Cast: Gerard Butler (Mike Banning), Morgan Freeman (Speaker Trumbull), Dylan McDermott (agente Forbes), Ashley Judd (First Lady Margaret Asher), Radha Mitchell (Leah), Aaron Eckhart (Presidente Benjamin Asher), Cole Hauser (agente dei Servizi Segreti), Melissa Leo (Ruth McMillan), Angela Bassett (Lynne Jacobs), Rick Yune (Kang)
Sceneggiatura: Creighton Rothenberger, Katrin Benedikt
Fotografia: Conrad W. Hall
Montaggio: John Refoua
Musica: Trevor Morris
Anno: 2013
Durata:
Origine: Stati Uniti
Genere: thriller, azione
Produzione: Millennium Films, Nu Image Films, West Coast Film Partners
Distribuzione: Notorious Pictures
Data di uscita: 18 aprile 2013

Commenti

commenti

Immagini galleria fotografica
Video trailer e filmati

Trailer italiano
Trailer originale
Recensionescritta da Daria Pomponio

Oramai è un dato di fatto, siamo in pieno revival anni ‘80. Come ben indicato dal ritorno sul grande schermo di Stallone, Schwarzenegger e del John Maclane di Bruce Willis (Die Hard – Un buon giorno per morire), la sobrietà a Hollywood è stata nuovamente messa al bando: l’eroe reaganiano è tornato. Per reincarnarsi stavolta nello scozzese Gerard Butler, attore dalla fisicità robusta meglio noto al pubblico internazionale nei panni del rude Leonida in 300 di Zack Snyder e a quello italiano per aver incarnato il protagonista dell’ultima trasferta oltreoceano di Gabriele Muccino con Quello che so sull’amore. Stavolta Butler interpreta e produce un blockbuster d’altri tempi, sospeso tra attualità geopolitica ed eroismo di matrice patriottica: Attacco al potere di Antoine Fuqua. Nella pellicola, l’attore incarna Mike Banning, un agente di sicurezza di scorta al presidente degli Stati Uniti che, dopo un grave incidente in servizio, viene trasferito a fare lavoro d’ufficio. Ma dovrà tornare sul campo quando un gruppo di terroristi nord coreani assalterà la Casa Bianca prendendone in ostaggio il prestigioso inquilino (Aaron Eckart). Blockbuster muscolare e adrenalinico, il film di Fuqua riflette dunque su una caratteristica fondamentale della cultura e dell’etica statunitense, ovvero quello status aggressivo-passivo, che la spinge a ricercare un nemico esterno – in questo caso di bruciante attualità – per poter riconfermare la giustezza dei suoi ideali. Si tratta di una motivazione che in senso lato soggiace alla politica estera nazionale e che sta alla base delle motivazioni dell’eroe muscolare hollywoodiano sin dai tempi della fantapolitica anni ’70 (e ancor prima dei creature movies post-atomici da drive-in anni ’50), fulgida trasposizione dalla lunga ed estenuante guerra fredda con il regime sovietico, di qualche recente pellicola dove l’avversario – nella realtà soltanto di stampo commerciale – è di origine cinese o in quelle pellicole post 11/9 dove ha origini mediorientali. A confermare l’adesione del film di Fuqua a questa filosofia basica dell’ethos statunitense, ci pensa poi anche un esplicito ringraziamento nei confronti del nemico, che con il suo brutale attacco a un monumento (e a un’istituzione) dalla sacralità condivisa, regala ancora una volta al paese la possibilità di rigenerarsi, più forte e più potente di prima. Ma a prescindere dalle implicazioni ideologiche e dall’attualità della minaccia nord-coreana, in fin dei conti quella di Attacco al potere è anche una storia molto romantica di patriottismo e lealtà, con un calzante sottotesto omoerotico che si palesa fin dall’incipit, quando sorprendiamo presidente e guardia del corpo intenti in un match di boxe (chiaro sostitutivo dell’amplesso), prosegue con la scelta da parte dell’eroe di salvare il presidente lasciando andare incontro alla morte la First Lady (e dunque eliminando così la virtuale rivale in amore) per finire poi a identificare lo stesso obiettivo del protagonista come un lungo e travagliato salvataggio della “principessa in pericolo” (il presidente), oltretutto legata e vilipesa per la maggior parte della sua prigionia. Il discorso si allarga inoltre ad un inedito “erotismo patriottico” ruspante, incastonato in exploit icastici come l’evirazione dell’obelisco di Washington e la trivellazione/stupro della bandiera. Non mancano certo, dati i presupposti, nella nuova pellicola del regista di Training Day e Brooklyn’s Finest, alcune ingenuità narrative e ideologiche, con un primo attacco aereo al quale l’esercito americano tarda a reagire, un eccesso di paternalismo nei confronti della Corea del Sud (“l’abbiamo persa” tuona il portavoce incarnato da Morgan Freeman) e poi quelle ragioni del nemico descritte genericamente come anti-globalizzazione e anti-Wall Street. Ma tant’è, Attacco al potere non finge di essere quello che non è e dunque nonostante la tensione tra Usa e Corea del Nord sia in questi giorni ai suoi massimi storici (con evidente beneficio della pellicola, visti gli alti incassi riscossi in patria), non è la geopolitica ad essere al centro del discorso, quanto piuttosto l’opportunità che essa offre di riconfermare lo spirito patriottico. Insomma, Attacco al potere è un film che la critica nostrana tra gli anni ’70 e ’80 avrebbe senza dubbio alcuno liquidato con disgusto e raccapriccio. Eppure funziona, sia a un livello di suspense che di azione, nonostante forse Antoine Fuqua non sia un regista sopraffino e si lasci andare a uno stile piuttosto rozzo e coriaceo, facendo inoltre ampio abuso del montaggio nell’azione più frenetica e proprio là dove non dovrebbe, ovvero nei corpo a corpo, evidentemente poco coreografati e mai ripresi in continuità. Il diletto ludico in ogni caso è alle stelle, il melodramma costruito con perizia ultraclassica e inoltre vi è un piacere aggiunto non indifferente in Attacco al potere. Un piacere che risiede nel farci beffe, in quanto spettatori non americani, proprio di tutta quella retorica patriottica, dei grotteschi nick name imposti dal “protocollo” a partire dalla Casa Bianca definita come “Olimpo” dunque la dimora degli dei (da qui il titolo originale Olympus has fallen), di quel “codice cerbero” usato per disattivare le armi nucleari, così come del fatto che il nemico è definito banalmente come “l’uomo nero” mentre il figlioletto del presidente è noto anche come “il candelotto”. Viene inoltre da interrogarsi in questa contingenza storica sul perché di una pellicola in cui uno dei simboli più sacri d’America è conquistato e messo sotto scacco con un raid di soli 20 minuti e questo soprattutto in vista dell’arrivo del film rivale White House Down di Roland Emmerich. Ma se nel caso del troppo bistrattato Independence Day, firmato proprio da Emmerich, sussisteva il dubbio che il tutto fosse una grande burla autoironica, Attacco al potere si prende sul serio e punta dritto al cuore e al fazzoletto dell’americano medio. Noi però, possiamo vederlo serenamente come meglio crediamo, magari con gli occhi asciutti e un bel contenitore ricolmo di pop corn in grembo.

DARIA POMPONIO


Commenti

commenti

Commenti

commenti

Colonna Sonora info e playlist
Nessuna colonna sonora per questa scheda
Interviste i protagonisti raccontano

Intervista a Gerard Butler, interprete di Attacco al potere. A cura di Daria Pomponio.
Intervista a Aaron Eckhart, interprete di Attacco al potere. A cura di Daria Pomponio.
Audiorecensione

Intervista a Gerard Butler, interprete di Attacco al potere. A cura di Daria Pomponio.
Intervista a Aaron Eckhart, interprete di Attacco al potere. A cura di Daria Pomponio.